Orvieto, città umbra in provincia di Terni. Bella, stretta e tortuosa, ci si può bere del gran buon vino ma la sua storia è come le sue strade. Irrequieta e un po’ contorta: focolaio di eretici fin dal XII secolo, dicono gli esperti, mentre l’origine del nome rimane sconosciuta. Importante centro etrusco, forse Volsinii Veteres, forse Fanum Voltumnae, chissà.

Tante le cose da visitare, la badia dei Ss. Severo e Martirio con la bella torre campanaria, i resti della Fortezza eretta nel 1364, il Pozzo della Rocca, comunemente denominato di S. Patrizio ma, a dominare, è il Duomo, affascinante commistione di romanico e gotico.
Venne costruito, nel 1290, sui resti delle chiese di S. Maria del Vescovato e di S. Costanzo per conservare la reliquia del miracolo eucaristico di Bolsena.

Secondo la Cronicha di sant’Antonio da Firenze, nel 1263 un sacerdote boemo celebrò la messa nella chiesa di Santa Cristina proprio a Bolsena, lungo la Via Cassia e, al momento della consacrazione, l’ostia cominciò a sanguinare sul Corporale.

Ci vollero tre secoli per terminare il Duomo, 20 artisti solo per la facciata. Il rosone, le strombature dei portali, i basso rilievi, la loggia, le edicole, i mosaici, le statue di bronzo, la Cappella dove è custodito il corporale e tutte queste cose sono solo un accenno alla bellezza armoniosa ed equilibrata di questo capolavoro di architettura gotica.