Grazie alla generosità dei miei genitori sin da piccolo ho avuto animali in casa; a parte esperienze, anche molto lunghe, con pesci rossi, canarini e criceti, in differenti momenti della mia adolescenza e poi della mia vita da adulto ho avuto 5 cani.

In particolare, per diversi anni in casa mia hanno convissuto:

  • una femmina di pastore catalano che fu trovata sulle montagne del Gargano; la chiamammo Coda perché questo cane era di una dolcezza estrema e, chissà, magari temendo di dare fastidio e di essere nuovamente abbandonata, spesso rimaneva sdraiata e l’unico muscolo che muoveva era la coda; e dopo neanche un mese che l’avevamo trovata Coda diede alla luce undici cuccioli, facendoci vivere un’emozione bellissima;
  • un boxer maschio (di nobili origini, chiamato Artù, ma noi lo chiamavano Capo, così avevamo… capo e coda) che mi fu regalato da dei mei amici di Roma quando era un cuccioletto di neanche 2 mesi.

Successivamente ma, purtroppo, per un periodo piuttosto breve (circa 8 anni) ho avuto un altro boxer, stavolta una femmina di nome Ginger.

Quando un cane che ha sempre vissuto con te sviluppa una malattia incurabile e tu, per farlo soffrire meno, sei costretto a farlo abbattere (espressione terribile ma leggermente migliore del verbo sopprimere) vivi un dolore immenso, è proprio come le perdita di un familiare perché lui (o lei… ma stavo per dire “questa persona”) è talmente entrato a far parte della tua vita e della tua famiglia che diventa normale tutto, parlarci, rinunciare a delle uscite perché hai il cane malato, oppure organizzare una serata fuori ma facendo venire anche lui, pensare alle vacanze cercando un posto dove sia accettato e cosi via.

I miei due boxer mi sono morti tra le braccia, sono passati tanti anni, eppure mi commuovo ancora oggi al ricordo di quei momenti.

Da quasi tre anni ho un gatto; è stato trovato dai miei figli, doveva rimanere da me pochi giorni…. è ancora qui. 

Purtroppo Pepe, questo il suo nome, non posso tenerlo più… per motivi di lavoro ho orari che mi portano a stare fuori a lungo e non posso continuare a chiedere favori a destra e a manca perchè qualcuno si prenda cura del mio gatto.

Inoltre… tra cane e gatto ci sono tante differenze caratteriali e di comportamento che mi fanno concludere che io sono decisamente molto più a favore di una convivenza con un cane.

Detto questo, naturalmente… mi sono affezionato e voglio bene a Pepe e già da alcuni giorni gli parlo e lo sto… informando sul fatto che a breve avrà una giovane mamma non più uno stagionato papà.

So che anche questo distacco sarà doloroso ma credo che determinate scelte debbano essere fatte, con coraggio, soprattutto quando il risultato finale dovrebbe essere di maggiore soddisfazione per tutti. 

Mi dico che anche Pepe, grazie a questa decisione, andrà a stare meglio…..lui mi guarda e….non mi pare troppo convinto…. forse nemmeno io…..e la giovane mamma continua ad aspettare….