Quello a cui la maggior parte delle persone pensa sentendo il termine “anoressia” è l’immagine di un individuo, generalmente di sesso femminile, molto magro, che ha evidentemente un problema con l’assunzione del cibo, che non riesce a mangiare, che non ha fame o che è troppo concentrato sull’immagine di sè, nel volere un corpo magro che reputa più bello, magari per colpa dei media o di qualche trauma vissuto in precedenza.

Nel manuale di riferimento condiviso dai professionisti che si occupano di psicopatologia, l’anoressia nervosa rientra, come giustamente si pensa, nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, in cui si presenta un persistente disturbo alimentare o comportamenti che portano ad un alterato consumo o assorbimento di cibo tale da compromettere in modo significativo il benessere fisico o l’adattamento psicosociale dell’individuo. Punto di riferimento utilizzato sempre per una sterile diagnosi è il peso corporeo, che deve essere  significativamente più basso di quanto atteso per età, genere e traiettoria di sviluppo.

Ciò deve essere accompagnato da un elevato timore di aumentare di peso o da un comportamento atto ad interferire con l’aumento di peso e da un’alterazione del modo in cui questo o la forma del corpo vengono vissuti e che influisce sul livello di autostima.

L’esordio si presenta solitamente in adolescenza o prima età adulta e si riscontra effettivamente un rapporto di 10 a 1 tra donne e uomini, quindi anche l’immagine femminile iniziale si può dire coerente con le percentuali. Diversamente da quello che si crede invece, nell’anoressico possono essere presenti abbuffate e condotte di eliminazione, solitamente associate nel pensiero comune ad un diverso soggetto, il bulimico. Si tratta di due diversi disturbi ma entrambi possono presentare la cosiddetta abbuffata.

Forse non si sa che spesso il paziente anoressico non è consapevole della gravità della sua situazione. Molti sanno che comporta amenorrea, cioè l’interruzione del ciclo mestruale nei soggetti femminili, ma forse non si sa che comporta anche una perdita di densità minerale ossea, calo del desiderio sessuale ed insonnia e che spesso sono presenti sintomi di natura ossessivo-compulsiva non necessariamente legati al tema dell’alimentazione

Non è possibile identificare un solo fattore responsabile dell’insorgenza dell’anoressia nervosa, piuttosto è necessario considerare un insieme di fattori fisici, ambientali e di personalità:

  • fattori temperamentali: persone che sviluppano disturbi d’ansia o hanno tratti ossessivi nell’infanzia mostrano un più alto rischio di sviluppare la patologia
  • fattori ambientali: pare esserci un’associazione tra anoressia e culture/ambienti in cui la magrezza è considerata un valore;
  • fattori genetici e fisiologici: è presente maggior rischio di anoressia nervosa tra parenti biologici di primo grado di individui con il disturbo.

Per quanto riguarda l’influenza dei media ed il puntare ad avere un corpo magro, molte anoressiche pensano invece di non essere attraenti cosi magre. Inoltre tutti noi siamo esposti agli stessi media, non può chiaramente essere la spiegazione che va invece ricercata nell’individualità, nella storia  personale e nel racconto che la persona ci porta. Una persona che la sente la fame, ma forse è proprio questa fame che la mantiene viva ed in grado di “sentirsi”.