Moharram, il primo mese del calendario lunare, quando gli sciiti fanno il lutto per la morte di Imam Hossein, ucciso insieme ai suoi 72 seguaci.

In Iran, quando arriva il mese di Moharram, le città si vesteono di nero, il colore del lutto.
Nell’anno 61 lunare, in una battaglia famosa per “Karbala”, l’Imam Hossein, il terzo Imam degli sciiti, venne ucciso dall’esercito del Yazid, il secondo Kalifa dei mussulmani. L’imam Hossein è considerato il simbolo dell’innocenza e della resistenza poiché ha combattuto contro un esercito con solo 72 seguaci. E’ uno dei personaggi più popolari e più importanti in Iran.

Le città sono coperte di nero e lo stesso vale per la maggior parte della gente, perché cercano di mantenere vivo il ricordo di chi adorano anche se è morto da più di 1200 anni. Durante i due giorni, il nono e il decimo del mese, le persone si uniscono e insieme partecipano a questo lutto. Ci sono i punti dove si distribuiscono bevande calde come the, latte e cioccolata caldo; e punti in cui distribuiscono il cibo ai poveri; c’è chi cucina o chi compra il cibo per chi ne ha bisogno.

Fanno anche sin-e-zani, un modo di esprimere il lutto di cui un piccolo esempio lo vedete sul video.
L’idea è rispettare il ricordo di chi ha combattutto per le proprie credenze e la propria religione, ma come succede sempre in tutto il mondo, un’idea non mantiene la sua origine e cambia nel tempo: ho visto i giovani che si uniscono negli “Heyat” ridere, scherzare e passare il tempo insieme; ho visto tanti di quelli vestiti di nero che ignorano i diritti di un innocente, ho visto quelli che pensano di essere su una passarella a fare la sfilata, ho visto i cibi distribuiti ai non poveri…

E così, anche quest’anno sono passati “Tassua e Ashura”: mi addolora il cuore quando vedo che una causa così bella e così importante, rischia di diventare una pura finzione