Quando si é figlio di un boia, anzi del “boia di Parigi” e si porta il cognome Sanson,  non c’é scelta: si diventa boia come papà. E’ il destino del giovane Henri, nato il 15 febbraio 1739, era un animo delicato, non amava la violenza, adorava la musica e giocava discretamente il violino e il violoncello. La sua altra passione era il giardinaggio.
Non doveva diventare boia, visto che il fratello minore aveva scelto di seguire la carriera paterna, ma purtroppo questi mori’ giovanissimo cadendo dal patibolo mentre assecondava il padre durante un’esecuzione (volle mostrare la testa di un condannato al pubblico).
Allora Henri fu obbligato prima ad assistere il padre e poi di continuare quella carriera di famiglia che andrà avanti in tutto per sei generazioni.
Sarà lui ad usare per prima la moderna ghigliottina, ne studio’ tutti i dettagli, la provo’ prima con della paglia, poi con degli animali, con dei cadaveri e poi con degli uomini. Il primo uomo ghigliottinato fu Nicolas Pelletier il 25 aprile 1792. Poi vennero le teste famose della Rivoluzione Francese: il re di Francia Luigi XVI, Danton, Camille Demouslins e anche Robespierre.
Si fece costruire una ghigliottina da un costruttore di strumenti musicali….la voleva perfetta, non voleva assolutamente che il condannato soffrisse, voleva che la morte fosse rapida, indolore e nella dignità dell’essere umano.
Mori’ nel 1806 dopo aver ucciso per “dovere” 2918 persone in 47 anni di onorato servizio. La sua tomba ènel cimitero parigino di Montmartre, nell’indifferenza più assoluta ,non attira molti visitatori colui che fu soprannominato il “Grand Sanson”.
“On peut avoir une certaine indifférence sur la peine di mort, ne point se prononcer, dire oui et non, tant qu’on n’a pas vu de ses yeux la guillotine.” (Victor Hugo)
“Si può’ provare una certa indifferenza sulla pena di morte, non pronunciarsi, dire si e no, fino a quando non si è visto con i propri occhi una ghigliottina.” (Victor Hugo)