Guardavo questa foto che mi ha inviato un amico, un amico di quelli che ‘la bellezza’ sanno trovarla perché, prima di tutto, sanno cercare. Avere occhio è un talento, non c’è niente da fare!

E’ l’interno dell’Oratorio di Santa Caterina all’Antella, Bagno a Ripoli (Firenze). Allora mi è venuto in mente che le cose belle hanno sempre una storia da raccontare. Anzi, più storie, meglio, talmente tante storie da diventare una specie di crocevia con complanari annesse. Avvenimenti, vite, decisioni, facce, destini…e mi piace pensarlo.

Quindi, ho cercato e ho scoperto che a far costruire l’interno dell’Oratorio ci pensarono gli Alberti, famiglia fiorentina con un quintale di storia alle spalle. Potenti, umanisti, sostenitori della Serenissima Repubblica nel 1381 ma prima ancora dei Tumulti di Ciompi – i salariati addetti alla pettinatura e alla cardatura della lana che, poveracci, se la passavano davvero male. Poi gli Alberti furono banditi da Firenze, riabilitati e ri-banditi fino a ‘disperdersi’ in tutta Europa. Peccato! Erano in gamba, insomma, avevano gusto, amavano l’arte e uno di loro è stato pure un benefattore.

Comunque, per ritornare all’Oratorio, gli affreschi illustrano la storia di Santa Caterina e del suo martirio.  Ma non si tratta della Caterina ‘da Siena’, bensì di ‘quella d’Alessandria’ (d’Egitto): vissuta nel IV secolo e figlia di un re.

Alla prossima.