I cambiamenti che inevitabilmente sopraggiungono dopo la nascita di un figlio, possono comportare talvolta una vera e propria “crisi” legata a tutte le modificazioni fisiche, emotive e sociali che il divenire madre comporta. Sempre con più frequenza si parla di depressione post partum che secondo i rapporti ISTAT del 2016, nel mondo occidentale, colpisce circa il 10/15% delle donne che partoriscono. Si definisce “depressione post partum” se ha inizio entro le prime settimane successive al parto.

Nei giorni successivi al parto molte donne manifestano sintomi depressivi, comuni e transitori. Lo psicoanalista Donald Winnicott chiamò questa condizione baby blues. Ben più sfiancanti e duraturi sono i sintomi della depressione post partum che possono manifestarsi anche per un anno. La depressione post-partum sembra interessare non solo le donne. La letteratura più recente, in questo clima di profondo cambiamento culturale e sociale, inizia a considerare che anche gli uomini possono accusare i sintomi classici della depressione dopo la nascita di un figlio: ansia e senso di colpevolezza immotivati, paura, panico, senso di inadeguatezza e di inefficacia rispetto a ciò che accade, insonnia, crisi di pianto.

La transizione allo stato di genitore appare un percorso complesso per entrambe le figure, che probabilmente ha a che fare con una rielaborazione degli aspetti più nucleari che ci rappresentano in quanto persone. Difronte alla natalità, nella dinamica generazionale avviene una riorganizzazione di posti e ruoli: figlia e figlio diventano madre e padre e i genitori accedono alla condizione di nonni.

La Medicina ha studiato molto il fenomeno della depressione post partum fornendo varie ipotesi legate a disequilibri e cambiamenti ormonali. Sono stati poi riconosciuti fattori di origine psicologica che possono concorrere alla comparsa di questo disturbo come ad esempio:

  • il cambiamento di ruolo della donna in ambito sociale e familiare
  • il timore di non riuscire ad adeguarsi alle aspettative sociali legate alla maternità
  • la sensazione di sentirsi continuamente non adeguate a portare avanti il compito richiesto
  • la sensazione di non poter più essere la stessa persona di prima
  • i cambiamenti nella relazione con il proprio compagno
  • le modificazioni del proprio corpo
  • la sensazione di sentirsi completamente sole
  • la sensazione di non capire le richieste e i bisogni del proprio bambino
  • la sensazione di essere delle cattive madri
  • la difficoltà a prendersi cura di un bambino che dipenderà completamente dalla mamma, la quale per tutta la vita avrà questa 

I sintomi della depressione post partum ricordano quelli di un episodio depressivo quali umore depresso e perdita di interesse o piacere per le attività. L’esordio è però nel periodo successivo al parto. In aggiunta a questi la donna si sente stanca, inadeguata nei confronti delle richieste del piccolo, priva di valore, colpevole di non valere nulla, di essere fallita o inutile. La sensazione più comune è quella di non farcela più. Possono essere presenti cambiamenti nell’appetito, disturbi del sonno, agitazione e irrequietezza o all’opposto riduzione dell’energia, facile affaticabilità e spossatezza.

La depressione post partum si può curare oltre che con i farmaci, anche con una psicoterapia grazie alla quale si dà la possibilità di elaborare gli aspetti legati al nuovo ruolo di padre e di madre, i cambiamenti nella relazione di coppia e con le eventuali famiglie di origine, la relazione con il proprio bambino che non è solamente un portatore di bisogni da soddisfare verso il quale sentirsi genitori più o meno adeguati, ma un essere umano da comprendere nella sua interezza.