Se avete letto i post precedenti non siete proprio dei principianti, ma qualche dritta vi serve ancora.

Prima regola: dimenticatevi delle regole. Già lo sapete, qui ognuno fa quello che vuole soprattutto quando si trova fuori casa. Non ho ancora capito perchè il Bengalese tipo è bravissimo a imporsi delle regole nella sua vita privata, con la famiglia e i figli, ma quando è fuori, fa quello che gli pare. Manca del tutto il senso civico e il rispetto del bene comune, ho osservato.

Ci sono i ponti sopraelevati per attraversare la strada ma lui imperterrito fa zig zag fra le macchine, come un pollo impaurito, braccia alzato per fermare le macchine che ovviamente proseguono schivandolo. Il comune di Dhaka ha speso non so quanti soldi per mettere i cestini per l’immondizia sulle strade, tempo neanche un anno e sono stati rubati, vandalizzati e ora sono spariti del tutto. Le macchine o i rickshaw in corsa vomitano di tutto: cartaccie, avanzi di cibo, bottigliette di plastica, tanto poi passano i netturbini.

 

 

E vietato stare in piedi.

Entri in un negozio e il padrone urla al tuttofare: Hey, porta uno sgabellino alla signora. E poi lui con ritrovata cortesia vi chiederà: vuole un te’ una coca cola, dei biscotti? Ma sono al bar?  e io stupida che pensavo di essere entrata in un negozio di vestiti. Quello del doversi sedere ad ogni costo è cosi parte integrante della cultura che si riflette oramai anche nella lingua. Frasi del tipo: sarò da lei in un attimo, oppure xy è occupato, dovrebbe attendere cinque minuti si traducono tutte tranquillamente con un bel boshen ovvero si sieda!

 

Gli ultimi saranno i primi                   

E’ tradizione a Dhaka che chi arriva ultimo viene servito per primo se solo urla un po’ piu forte del primo della fila che sta aspettando il suo turno. Molto spesso quell’imbecille in prima fila sono io e quando faccio notare che c’ è una fila da rispettare allora se ne escono cosi: anche mio cugino vive in Italia, ci sono stata nel suo paese sa, gli italiani sono cosi bravi, molto educati, proprio brava gente, abbiamo tanto da imparare da loro. E se ne va con il suo milkshake mentre io sto ancora decidendo cosa prendere.

 

Chiedere indicazioni stradali

Fino ad oggi nessuno si è mai negato nel darmi indicazioni. Nessuno mi ha mai detto: non lo so, provi a chiedere a qualcun altro. Tutti ti dicono qualcosa, o almeno ci provano, comunque non ti lasciano andare senza averti dato una risposta. Il principio praticamente non è tanto l’accuratezza dell’informazione  ma quanto non deludere chi te la sta chiedondo. In questi casi, perchè anche tu non vuoi essere scortese, la regola è quella del tre, mi spiego: o chiedere a tre persone diverse e poi fare una media oppure formulare la domanda in tre modi diversi: Sa dov’ è il cinema Ananda? La prima a sinistra. Davvero? Si, Ne è sicuro? Si, certo.  Ecco fatto, semplice no?

Gli appesi

Già credo vi siano familiari le immagini delle persone che viaggiano sopra i treni, non svonvolgetivi allora se vedete le persone appese dietro ai minibus. Tutto normale.

Siete in ritardo al lavoro e l’autobus non arriva? O arriva ed è già pieno. Niente paura, c’ è sempre posto per almeno altre quattro persone dietro, incollate alla porta; uno è sempre il bigliettaio, lo si riconosce facilmente perchè ha i soldi ben piegati fra il dito medio e l’anulare e di solito è un ragazzino, età media forse 10 anni, vestiti logori e sporchi, sandali di gomma reciclata (sono ottimi quando piove) che fa questo per aiutare la famiglia; gli altri sono gente normalissima con una mano agganciata al sottotetto e con la ventiquattrore nell’altra, impiegati, sballottati a destra e a sinistra, esposti alle intemperie e al rumore assordante dei clacsono suonati a vanvera. Ma almeno per loro il biglietto costa la metà! Pensavate viaggiassero gratis, forse?

 

Morale bengalese: la vita è malleabile, si piega alle proprie esigenze. E’ sbagliato trovare sempre una logica nelle cose. La logica è solo un formato culturale e l’irrazionale fa parte della realtà. L’irrazionale stimola la creativita’ e nella creativita’ si trovano soluzioni alternative per superare le difficoltà della vita.

E i Bengalesi sono uno dei popoli più creativi che io abbia mai conosciuto!

Evviva il Bangladesh!