Quando si parla di Dipendenza da Internet dovremmo chiederci: quanto interferisce la realtà virtuale con la realtà quotidiana? Quali sono gli effetti della realtà virtuale sulla nostra realtà?

Quando si può parlare di patologia?

Ancora oggi i ricercatori hanno difficoltà a classificare la dipendenza da internet come un vero e proprio disturbo psichiatrico. Non compare in nessun manuale diagnostico ma viene ugualmente indicato con il nome di Internet Addiction Disorder (IAD): ovvero una particolare modalità di esprimere il proprio disagio attraverso l’uso smodato di un prodotto tecnologico.

Il disturbo da dipendenza da internet non viene percepito come un disagio da colui che ne soffre e pertanto egli non ritiene di aver bisogno dell’aiuto di uno specialista per risolvere quello che “gli altri” avvertono come un problema.

La dipendenza patologica può essere generale o specifica e focalizzata su una particolare attività. Nonostante il margine di incertezza sulla classificazione del disturbo, gli studiosi riconoscono di comune accordo che l’ossessione per il gioco e l’alienazione dalla vita reale, a cui si preferisce quella virtuale, sono sintomi connessi al disagio e che hanno un risvolto preoccupante per la salute mentale dell’individuo.

E allora l’ ACCESSO ALLA RETE diventa un ECCESSO DI RETE!

 Comportamenti sintomatici della dipendenza da Internet:

  • resta davanti al pc per lassi di tempo molto lunghi senza averne cognizione
  • se  viene distolto dalla sua attività on line manifesta nervosismo e insofferenza; arriva ad essere aggressivo verso colui che interrompe la sua occupazione nel web
  • passa su internet più tempo di quanto era stato preventivato; i tentativi personali di controllarne l’utilizzo falliscono.
  • quando è connesso alla Rete presenta uno stato euforia ed eccitazione
  • per raggiungere lo stato di eccitazione desiderata deve intrattenersi più tempo possibile in Rete; nega di trascorrere troppo tempo al computer e vorrebbe passarne sempre di più
  • coglie ogni occasione per connettersi, anche in circostanze in cui tale comportamento non è adeguato alla situazione; spesso lo fa di nascosto o inventa scuse
  • quando non riesce a raggiungere il suo obiettivo (il web), si mostra stanco, irritabile, intollerante; può arrivare a minacciare i genitori di commettere gesti impulsivi e pericolosi
  • l’astinenza da internet può provocare ansia, fantasie o sogni su internet, agitazione psicomotoria, pensiero ossessivo riguardante la Rete
  • si trascurano doveri e piaceri non legati alla Rete: scuola, igiene personale, impegni sportivi, uscite con gli amici; si abbandonano forme di intrattenimento come la tv, la lettura, la musica, il gioco

Young (1998), ipotizza l’esistenza di una relazione significativa tra la dipendenza da internet e il disturbo depressivo, infatti  coloro che soffrono di una depressione importante spesso eccedono nell’uso della Rete. Secondo l’autore, i soggetti con bassa autostima, paura del rifiuto e bisogno di approvazione, mostrano una frequentazione intensa del web.

 

Come si interviene sulla dipendenza da Internet?

L’intervento con il paziente si diversifica a seconda della struttura che sta alla base del disturbo. Nelle patologie basate sul piacere, il rituale compulsivo gradevole verrà trasformato in un’esperienza obbligatoria e fastidiosa, una sorta di “tortura”.

Si prescriverà quindi, ad esempio, al giocatore d’azzardo di puntare ogni giorno una somma prestabilita, anche qualora non avesse voglia di farlo; alla “malata di shopping”, di spendere ogni giorno una determinata cifra in negozi virtuali e così via.

Nei casi invece in cui il meccanismo fondamentale alla base della patologia sia il tentativo di mantenere un controllo, si seguirà una logica differente.

La manovra principale consiste nel prescrivere al paziente un determinato tempo e/o spazio in cui eseguire il proprio comportamento. Lo scopo è renderlo il più delle volte ancora più stancante di quanto egli è già costretto a fare a causa della sua fissazione. Prendiamo il caso di una persona dubbiosa alla continua ricerca di informazioni. In questo caso si prescrive l’obbligo di impegnarsi ad entrare in internet ogni ora del giorno per almeno cinque minuti.