I bengalesi stanno digiunando.

Dall’alba al tramonto come già sapete è vietato mangiare, bere, deglutire; bisogna trattenere gli istinti, i pensieri cattivi, aiutare i poveri, insomma essere persone più buone, oneste, solidali, generose, simpatiche, altruiste e chi più ne ha più ne metta…

Ieri ero con un piccolo gruppo di mamme ad aspettare mia figlia piccola.’Che giorno è oggi?’, chiede una. Silenzio. ‘Venerdi dieci’, dico io. ‘Sicura?’ ‘Sì, sì, sicura’. Penso: oggi è venerdi dieci, domani è sabato undici e devo scrivere a Matilde, domenica è il 12, festa della mamma, devo telefonare in Italia, devo andare in ufficio e come al solito ho ancora una montagna di lavoro arretrato; quindi oggi è il dieci. ‘Davvero?’ ‘Sì, perchè non mi crede?’ ‘Ma quale giornata di digiuno?’ ‘Ah beh, signora mia per questo si deve arrangiare, comunque è la quarta, ha perso il conto?’ Questo per dirvi che, a parte la signora un po’ sbadata, per tutti gli altri il digiuno è una cosa seria, anzi serissima.

Lo è per chi alza a dismisura il prezzo della frutta e della verdura al mercato senza apparente motivo se non quello che è Ramadan. Ma non di tutta la frutta e la verdura in generale, quarda caso solo di quella che tradizionalmente si consuma durante sehri (la colazione all’alba) e iftar (la pre-cena del tramonto) tipo papaia, datteri, limoni, cipolle, peperoncino, melanzane, pomodori, carne di manzo.

Come al solito chi al governo ordina ai commercianti di non alzare i prezzi, loro promettono di non farlo, puntualmente il primo giorno di digiuno, chi va al mercato di prima mattina scopre che di notte i prezzi sono lievitati, come la pizza.

Ragazzi! E compratevi questi venti chili di cipolle un mese prima, al solito prezzo (per chi è curioso, un chilo di cipolle locali costa circa 35/40 centesimi di euro).

I marciapiedi sono pieni di ambulanti abusivi che vendono le solite cose fritte che mangiano tutti i bengalesi per iftar. Ma nessuno protesta perchè i marciapiedi diventano inutilizzabili per i pedoni. Ah certo, ma i pedoni mica li usano, loro camminano sulla strada, i marciapiedi, per chi non lo sapesse, sono per le motociclette!

Evviva il Ramadan!

Che la gara degli sputi abbia inizio! Come ho già detto, non è permesso deglutire, quindi in qualche modo anche lo sputo deve essere espulso. Per me, che ancora mi ostino ad utilizzare i marciapiedi, inizia la gara di slalom tra uno sputo e l’altro facendo sempre attenzione a non essere stesa da una moto in arrivo.

I tea stall diventano timidi e si coprono con un telo anche se emettono fumo dalla fessura di lato come se stessero per andare a fuoco.

Alcuni bengalesi hanno all’improvviso dolori gastrici, ulcere, pressione altissima, diabete fuori controllo e non possono digiunare, per poi, ma tu guarda il caso, stare benissimo la mattina di Eid.

La domestica di mia suocera non ha mia digiunato in vita sua. ‘Non sono capace, svengo e poi se non lavoro non si mangia’. Da quando le è morto il marito, ha cominciato a rispettare il digiuno (paura dell’inferno?). ‘Ma come? Dicevi di non essere capace?’ ‘Che ne sapevo io se ero capace o se non capace? Non l’avevo mai fatto!’ Logica ferrea.

Le donne ‘in età riproduttiva’ devono interrompere il digiuno ‘in quei giorni’. Niente paura. Quei giorni possono essere recuperati facendo delle opere buone tipo dar da mangiare ad un povero in strada o fare della beneficienza.

Ritorna sulla bocca di tutti la parola magica ‘Rooh Afza’ una bevanda composta da un miscuglio di erbe strane, di un colore rosso molto dubbio, che a quanto pare fa miracoli per la digestione, e che compare sugli scaffali dei supermecati il primo giorno del digiuno per scomparire il trentesimo, come se durante il resto dell’anno non avessero problemi di digestione. Ah no, che stupida, durante l’anno ingoiano pezzettini di zenzero, quello si fa miracoli, ve lo posso giurare e consigliare vivamente.

Ci sono i mega iftar parties, quello offerto dalla Primo Ministro ai ragazzini di strada, quelli aziendali, quelli tra amici e quelli tra amiche, fra un po’ organizzeranno anche mega iftar party anche per chi il digiuno non lo fa! E anche i sehri parties, che secondo me non sono altro che iftar parties a cui la gente arriva in ritardo per via del solito traffico infernale di Dhaka.

Davanti ai ristoranti locali più rinomati la solita coda di affamati, come quella dei poveri, i veri affamati, quando il governo organizza svendite di riso e uova a pochi centesimi.

Sul telefonino, sulla bacheca di Facebook decine e decine di offerte del tipo paghi uno (iftar) prendi tre. Mentre c’è chi durante il Ramadan cerca di svolgere le solite mansioni diurne, c’ è chi si può permettere di dormire tutto il giorno il che mi fa pensare che più che digiunare stiano in realtà facendo lo sciopero della fame!

Dopo trenta giorni di regime semi-militare, tutti i buoni propositi fatti durante il Ramadan continueranno forse per un’altra settimana. E poi tornano tutti al punto di partenza. I buoni resteranno buoni e i cattivi e gli imbroglioni ritorneranno a fare i cattivi e gli imbroglioni.

Per ora li lascio tutti, buoni e cattivi, a preoccuparsi di come fare a svegliarsi alle tre e mezza di mattina per mangiare.

Anzi, se accettano un consiglio da me, non fidatevi della sveglia del telefonino (Batteria scarica? Mannaggia!). La sera prima di andare a dormire fatevi una bella scorpacciata di cocomero (anguria nel mio Veneto) e vedrete che alle tre e mezza di mattina ci penserà madre natura a svegliarvi.

Buon Ramadan a tutti!