Si celebra in questi giorni la festa ebraica di Hannukah, la festa delle luci.

In ebraico la parola chanukkah significa “inaugurazione” o “dedica”: è la festa che commemora la consacrazione di un nuovo altare nel Tempio di Gerusalemme, dopo la libertà conquistata dagli elleni

L’origine storica è antica: dopo lo smembramento dell’impero di Alessandro Magno, la Giudea cadde sotto la dominazione dei Seleucidi che volevano imporre cultura, religione, lingua, scatenando un conflitto che durò tre anni. Nel tempio di Gerusalemme, ripulito dagli idoli, fu ripristinato il culto del Dio degli ebrei dopo una festa di inaugurazione (Channukkah).

Le caratteristiche della celebrazione sono l’accensione di un candelabro a nove bracci (le candele sono otto come i giorni di Hanukkah, più una che serve ad accendere le altre), lo scambio dei regali, le sufganiot (bombe fritte nell’olio), la visibilità della channukkia (il candelabro a nove bracci) in diverse piazze (a Roma al Portico d’Ottavia e a piazza Barberini).

Ma l’essenza di Channukkah è ricordare che una minoranza ha diritto a conservare la propria identità, pur vivendo in una comunità più numerosa e potente.