La scorsa volta vi avevo parlato di un artista locale, Liton Saha, oggi vi mostro una delle sue creature: un tetto-terrazza adibito a ristorante, palcoscenico, insomma un posto dove si può fare adda sorseggiando te’ alle spezie e piatti tipici locali.

Questo posto fantastico si chiama Jatra Biroti (jatra significa viaggio anche e soprattutto in senso metaforico, biroti invece significa pausa) ed è uno degli angoli più colorati di una città e di un paese di per sè già molto colorato e manco a dirlo è diventato subito uno dei miei posti preferiti per l’atmosfera, l’ambiente, il cibo molto curato, buonissimo e soprattutto sicuro dal punto di vista igienico.

La mente organizzatrice e fondatrice di Jatra Biroti si chiama Anusheh Anadil, attivista sociale e già apprezzata artista della scena musicale del Bangladesh perche’ interprete di canzoni baul, un tipo di musica folkloristica locale alla cui base si trovano i concetti dell’umanesimo e dell’unità di tutti gli uomini a prescindere dalla religione perchè la ricerca del supremo non sta nei templi, nelle moschee o nelle chiese ma solo all’interno del cuore dell’uomo.

Ecco, una persona che la pensa cosi non può non creare che cose belle ed avere tutta la mia ammirazione e sostegno.

Ogni angolo di questo piccolo paradiso parla di Bangladesh, dei suoi colori, delle sue storie, della sua arte, dei suoi fiori e delle sue piante.

I piatti, rigorosamente vegetariani, del ristorante non sono molti ma variano con il variare delle stagioni perchè cucinati solo con ingredienti locali. Sono piatti della tradizione che non si trovano in ristoranti di cucina Bengalese normali. Se non ci fosse Jatra Birati a proporli, bisognerebbe andare fuori Dhaka per trovarli, nei villaggi, poveri di risorse ma ricchissimi di cultura e tradizioni. Viene usata la farina integrale invece di quella bianca, l’olio di cocco o di mostarda invece di quello di soia. Non c’è niente di fritto o sofisticato, si mangia su piatti di terracotta e si beve direttamente dai vasetti senza cannuccia, e anche se gliela chiedi non te la danno perche’, essendo di plastica, non ce l’hanno.

Il viaggio musicale di Jatra Biroti invece è partito in sordina. Hanno iniziato con una serata il venerdi ed ora ne organizzano ben tre alla settimana che dedicano a vari artisti locali più o meno conosciuti. Il palco del venerdi però rimane libero: si esibisce chi vuole, anche stranieri che si trovano a Dhaka per lavoro o solamente di passaggio. Si può proporre una propria canzone, recitare un poesia o raccontare semplicemente una storia.

Vi lascio alle foto mie personali per decidere se vi piace oppure no. Ne ho a bizzeffe, purtroppo per problemi di spazio non le posso mettere tutte; però Jatra Biroti lo trovate anche su Internet e Facebook.

Se avete in programma un viaggetto da queste parti, segnatevelo e non ne rimarrete delusi.