Siamo in un’epoca in cui le donne si occupano solo dei bambini e della casa…..non tutte! Una Bretone, una certa Jeanne de Belleville decide di vendicare l’onore del marito e sarà soprannominata la “leonessa della Bretagna”. Durante la guerra dei cento anni (1337-1453) il marito di Jeanne viene ingiustamente accusato dal re di Francia di alto tradimento e condannato a morte. Giustiziato in pubblico, la sua testa sarà issata su una torre per mostrare a tutti come muore un traditore. La moglie assiste impotente all’esecuzione con i sue due bambini di appena 7 e 5 anni.

La vendetta sarà sanguinaria, per varie settimane si introduce con un gruppo di mercenari nei castelli della zona e fà uccidere tutti i fedeli al re di Fancia. Sa benissimo di essere ricercata, allora vende tutte le sue proprietà e compra una nave per attraversare la Manica e chiedere protezione al re d’Inghilterra. Condannata dalla Francia si trova a capo di Tre naviri inglesi che attaccano tutte le navi che portano bandiera tricolore (si fa per dire, il tricolore non esisteva all’epoca, sulle bandiere francesi c’era il giglio di Francia).

 

 

Diventa il terrore di mari. La sua ferocia aveva di pari solo la sua bellezza. Il re di Francia la vuole prigioniera ad ogni costo e tutti si accaniscono contro di lei. Riesce sempre a fuggire, ma durante una delle tante fughe uno dei figli muore in mare tra le braccia della madre. Con l’altro si rifugia in Bretagna dove sarà accolta e si risposa con un militare inglese con il quale resterà fino alla morte.
Abbiamo altre donne pirata come Anne Dieu-le-veut (1661-1710) che accompagna nella pirateria i suoi tre mariti (vedova ben due volte).

Il terzo marito é un filibustiere che la insulta, lei lo sfida a duello e invece di battersi i due si sposeranno. Meno sanguinaria di Jeanne rimane comunque nella memoria collettiva della Bretagna, patria europea di pirati e corsari visto che la configurazione della regione si prestava benissimo a tale attività.