Quando per la prima volta ho sentito parlare di questa storia ho pensato al famoso film di Totò e alla scena divertentissima quando cerca di vendere la fontana di Trevi. Forse più la truffa é grossa e assurda e più ha possibilità di andare a buon fine. Solo che non si tratta di un film, di una trovata comica, ma di un fatto realmente accaduto.
 
Siamo a Parigi negli anni 1920, un certo Victor Lustig (austro-ungarico) decide di trasferirsi nella capitale francese per cercare successo. Parigi é in piena effervescenza, sono “les années folles”, cabaret, spettacoli……
Si lancia per prima nel settore della prostituzione, poi  nel mondo delle truffe e bisogna dire che aveva già fatto la gavetta  in America e dopo essere stato arrestato più volte decide per così dire di cambiare “aria”. Sul giornale appare un articolo sulla Torre Eiffel e della sua eventuale demolizione, se ne parla regolarmente….la teniamo o la smontiamo?
 
Dopotutto mica prevedevano di tenerla per sempre. Ecco l’idea del nostro protagonista: spacciarci per un impiegato comunale responsabile di tale vendita.  Si fà fare delle false lettere intestate Municipio di Parigi, e invia 5 lettere ai più grandi rotamai di Francia convocandali per un primo appuntamento in uno degli alberghi più lussuosi della capitale: in Piazza della Concordia. Li porta alla Tour Eiffel, offre loro la salita e fa da Cicerone e poi li mette in concorrenza dicendo che avrebbe venduto al miglior offerente. Dà loro tempo per riflettere, ma solo 24 ore, vuole fare le cose in fretta non avendo tempo da perdere. 
 
BINGO! André Poisson (il cognome in francese significa pesce……) fa la migliore proposta e il nostro Victor accetta, ma a una condizione. Si fa firmare un assegno per il municipio di Parigi  e un secondo assegno a suo nome (una bella somma!!!) come commissione sulla vendita…..o corruzione per garantirgli la priorità?  L’assegno viene subito depositato in banca e la sera stessa il truffatore prende l’ Orient Express direzione Vienna. Quando Poisson capisce di essere stato vittima di una truffa……..si vergogna da morire, invece di denunciare la cosa sarà il primo a nascondere tutti gli indizi…..non vuole oltre che ad aver perso i soldi perdere anche la faccia! 
Visto che non ci fu una denuncia Victor ci riprova l’anno dopo, ma questa volta il truffato lo denuncia e Victor fugge senza più tornare in Francia. Che fine fa? Muore in prigione in America, ad Alcatraz nel 1947.
 
 
Che abbia ispirato lo scozzese Arthur Ferguson che negli stessi anni vende la statua dell’ammiraglio Nelson di Trafalgar Square , il Big Ben e Buckingham Palace? Tentò anche di vendere (senza successo ) la statua della libertà di New York a un australiano e affittò la Casa Bianca a dei vacanzieri.
 
E allora perché il nostro Totò non potrebbe vendere la fontana di Trevi?