A pochi km da Parigi e all’inizio della Normandia c’é Giverny : un comune che conta circa 500 abitanti, ma che vede sfilare turisti dal mondo intero.

E’ proprio qui che per 43 anni ha vissuto Claude Monet e la sua casa resta un gioiello aperto al pubblico gran parte dell’ anno. Il comune poi ospita un museo dedicato all’ impressionismo che fino a qualche anno era detto  il museo americano in omaggio agli artisti americani che seguirono i passi di Claude Monet e prima fra tutti la pittrice Mary Cassatt. Da non perdere la  chiesa con annesso cimitero che ospita  la tomba dell’ illustro pittore, tomba di una semplicità eloquente.

Monet disse che nella sua vita sapeva fare solo due cose: dipingere e giardinaggio. Sulla prima ormai non ci sono dubbi, sulla seconda attività ogni dubbio cadrà visitando la sua casa con annesso giardino che viene presentato  proprio come piaceva al pittore quando era in vita. Una magnificenza…..un tripudio di colori e di profumi. Si può’ ammirare  il mitico  ponte giapponese (voluto da lui) e ovviamente le sue ninfee….dipinte circa 250 volte su tele di varie dimensioni tanto da poter individuare persino le varie fasi della malattia che lo colpi’ agli occhi (la cataratta di cui fu operato ma che non gli permetteva di vedere bene mentre dipingeva).

E poi la casa, anch’essa un’opera d’arte, la grande famiglia Monet ci viveva (erano in 10) riunita, la sala da pranzo rigorosamente gialla, la cucina blu….le stanze da letto con le fotografie. Passeggiando sembra proprio che da un momento all’altro Claude possa apparire per farci la visita guidata.

E quello che era il suo atelier anche se oggi trasformato in negozio, sembra ricordarci ad ogni passo la frenesia del pittore; le grandi vetrate per la luce, tutto porta a poter immaginare senza alcuna difficoltà l’artista in azione. Soprattutto da anziano adorava ritirarsi nella sua casa ed é proprio qui che morirà il 5 dicembre 1926. Ma le sue opere continuano a trasmetterci la sua arte e la sua creatività ….per sempre con noi, senza invecchiare neanche di un giorno visto la grande modernità che animava Claude.