Oggi se una persona vuole suicidarsi a Parigi ha l’imbarazzo della scelta, anche se spesso scelgono la metropolitana a scapito di milioni di pendolari che ogni mattina devono recarsi al lavoro e si sentono dire ” causa incidente metropolitana ferma”….e tutti noi sappiamo cosa vuol dire!
Che i parigini abbiano un anche infimo pensiero di rammarico per la persona in questione….no, in genere guardano l’orologio e sono tutti impanicati sapendo del ritardo inevitabile. Poi ci sono quelli “originali”, ma in genere sono stranieri , che si buttano dalle torri di Notre Dame, o dall’Arco del Trionfo….ovviamente il monumento più ambito rimane la Tour Eiffel.
Ma nel XIX° secolo, in genere donne, si buttavano nella Senna. I corpi ripescati, difficilmente identificabili (senza i mezzi di oggi)  venivano messi all’obitorio e la domenica i parigini ci andavano a passeggio (all’obitorio) per vedere se riconoscevano qualcuno….era diventata una moda!
Una donna ripescata nel Canale dell’Ourcq fece parlare tanto di sé, giovane e bella e nessuno sapeva chi potesse essere. La fossa comune l’attendeva, quando il medico legale che la trovava bella e quasi sorridente, chiese di fare il calco in gesso del suo volto. Il risultato fu talmente bello che furono fatte varie copie di questa maschera mortuaria e cominciarono ad essere vendute.  La gente ne parlava e già si paragonava quell’accenno di sorriso alla Gioconda.
Cosa incredibile da comprendere oggi per noi , uomini e donne del 2018, ma fu un vero e proprio successo commerciale. Nelle case della borghesia, nelle stanze delle ragazze, bambini, scapoli ecc questa maschera era diventato un oggetto decorativo alla moda. La cosa fascino’ gli artisti, uno scrittore inglese nel 1898 evoca la cosa nel suo romanzo (“l’adoratore di immagini”), un poeta austriaco Rilke, e un poeta francese Supervielle che scrive un racconto dal titolo “la sconosciuta della senna” (1929).
Ed é questo il nome che resterà nella memoria……la sconosciuta della Senna….Lo scrittore Maurice Blanchot che possiede una delle famose maschere ne fa una descrizione, Céline la chiama la “Gioconda del suicidio”, anche Louis Aragon nel suo romanzo “Aurélien” le attribuisce un ruolo importante.
Il  cadavere fu buttato nella fossa comune e non sapremo mai né chi era, né il motivo del suo gesto….ma rimane l’ignota suicida della Senna più famosa di Francia.