“La gelosia è un mostro dagli occhi verdi che dileggia la carne di cui si nutre”, così la definiva William Shakespeare. Quante volte siamo stati male per gelosia? E a quante persone ha rovinato la vita? La gelosia è da sempre argomento di canzoni, libri, film e ne troviamo esempi anche nell’arte. Spesso si è provato a darne una spiegazione, cercando soprattutto di capire chi ne fosse più incline e perché. La gelosia è un insieme di paura e collera: timore di perdere la persona amata e  rabbia se pensiamo che possa essere interessata a qualcun altro che non siamo noi.

La gelosia è una sensazione tipica degli esseri umani (e non solo…) che viene vissuta sin da quando si è bambini, nei confronti dei propri genitori, spostandosi poi verso altre figure significative.

Amicizie, ambienti lavorativi e non, sono luoghi astratti in cui è facile provare questo sentimento, tuttavia l’apice si raggiunge nei confronti del proprio fidanzato/a, o marito e moglie, non appena notiamo qualche situazione che non ci convince.

In questo ultimo caso, la gelosia si definisce romantica e viene sviluppata dalla persona gelosa, dalla persona amata e dal rivale. Affinché si inneschi questo sentimento sono necessari tre elementi: la visione della relazione come un oggetto di possesso, il timore che il rivale insidi il possesso della persona amata e, infine, la sofferenza della perdita di quest’ultima e la ferita della propria immagine personale, con una grave perdita dell’autostima.

Molte volte la gelosia romantica si prova anche in assenza di un’oggettiva minaccia e, addirittura, la sola paura di poter perdere il nostro partner innesca un’agitazione che amplifica gli effetti stessi della gelosia, con successivo litigio.

Nei tempi dei social network, è ancora più semplice imbattersi in queste situazioni: foto delle nostre uscite serali, di un tuffo a mare o di un brindisi in compagnia, possono suscitare equivoci e false interpretazioni (si spera!). Alcuni recenti studi hanno dimostrato come le differenze tra uomo e donna si manifestino anche nella comparsa e nel modo di dimostrare la propria gelosia.

L’allarme femminile si attiva facilmente quando vede in pericolo l’aspetto “affettivo” del proprio rapporto, a differenza dell’uomo, più vulnerabile davanti ad allusioni di tipo sessuale. Ciò potrebbe supportare l’interpretazione che le donne siano più sensibili al lato relazionale ed affettivo di un rapporto, mentre gli uomini vedano come prioritario il possesso “fisico” della propria partner.

Inoltre, quest’ultimi proverebbero maggior nervosismo nel osservare i messaggi ambigui inviati dalla propria compagna, mentre le donne mostrerebbero una maggiore agitazione nei confronti di notifiche ed allusioni inviate dalle proprie rivali. Questi risultati forniscono una lettura abbastanza chiara delle componenti della gelosia e di come le differenze tra sessi si manifestino anche davanti le medesime situazioni.

E’ bene sottolineare che la gelosia il più delle volte si scatena quando vi sono crepe e dubbi nel rapporto, o quando si percepiscono squilibri nel valore personale, a confronto col proprio partner. Questo sentimento si pone più come una conseguenza d’incomprensione che non come una condizione immutabile da cui è impossibile uscire. L’importante è riconoscerne la vera causa e volerne venire a capo!