Dietro la Kabul Beauty School, la prima scuola per estetiste di Kabul, c’è il nome e il coraggio di una donna americana Deborah Rodriguez. Una parrucchiera del Michigan sceglie di partecipare ad un progetto di volontariato nel cuore dell’ Afghanistan.

E’ la primavera successiva alla caduta dei Talebani quando Deborah, all’epoca cinquantenne, costruisce dal nulla un salone di bellezza. Tra spazzole e trucchi le donne afghane ritrovano la libertà di esprimersi e scoprono “quella stanza tutta per sè” come scriveva Virginia Woolf in cui sentirsi al sicuro. Deborah si getta senza paura in un’avventura contro le leggi talebane e sfida l’ oscurantismo della società maschilista afghana in cui una donna vale meno di zero.

L’ Afganistan è un Paese dove una donna stuprata è colpevole e quindi da buttare via. In Afghanistan se si è donne, per sopravvivere, è meglio essere invisibili, sotto il Burqa. Nel centro di Debby si incontrano donne diverse : c’è Baseera, promessa sposa bambina , oppure la quindicenne incarcerata per aver lasciato il marito violento e denunciata dalla stessa famiglia.

Le allieve di Debby si raccontano e si confidano sogni e speranze. Per la prima volta, sono libere di essere donne. In Afghanistan una donna sola non conta e non può fare nulla ed è per questo che l’autrice arriva persino a sposarsi con un afghano uzbecho, più giovane di lei.

Il matrimonio combinato è l’unico modo per sopravvivere e salvare la scuola. Nasce una relazione complessa in cui sboccerà, alla fine, l’amore per un uomo che ha già un’ altra moglie. Deborah si scontra con una cultura diversa ma sarà l’ironia e la sua forza a non farla vacillare.

La sua impresa diventa prima un libro, un best seller venduto in tutto il mondo e poi anche un film ma questo non basta e non c’è stato un “happy end” alla sua storia.

La scuola è diventata un bersaglio dei kamikaze e lo stato Afghano ha interrotto i finanziamenti al centro perché giudicato contrario alla morale. Per difendere le sue allieve e proteggere la sua famiglia Deborah, alla fine, scappa dall’ Afghanistan.

Oggi lei vive in Messico e spera sempre di tornare nella Kabul polverosa dove per la prima volta si è sentita a casa. Noi le auguriamo che il suo sogno sia presto una realtà.