Quali sono i meccanismi psicologici, relazionali, sociali che determinano e rinforzano la tendenza al perfezionismo,ingabbiando molti individui e impedendo loro di vivere in maniera autentica? Cercherò all’ interno di questo articolo di rispondere a questa domanda partendo dall’analisi  dei comportamenti di soggetti eccessivamente pignoli, scrupolosi e meticolosi. La voglia di essere perfetti determina un’aspirazione irreprensibile che ha come conseguenza il non essere mai soddisfatti, qualsiasi cosa si faccia. L’uomo ritiene che si possa trovare il meglio, l’ottimo, il perfetto, in qualsiasi ambito, e che quindi la perfezione esista. La perfezione è sempre associata alla felicità, all’armonia, alla pienezza dell’essere, ma il perfezionista non è una persona libera, ha un impulso represso: DEVE

Esistono particolari convinzioni (schemi cognitivi) che si sviluppano durante l’infanzia. La convinzione alla base è che ci si merita attenzione solo se si è perfetti. I fattori che possono esercitare pressioni perfezionistiche sono: genitoriali, del bambino e ambientali. Gli individui possono sviluppare un perfezionismo diretto verso se stessi o verso gli altri. Il perfezionismo può essere generato da: aspettative sociali( aspettative genitoriali troppo alte); dall’apprendimento sociale( imitazione del perfezionismo genitoriale);dalle reazioni sociali (reazione del bambino ad ambiente malsano e alla vergogna); dall’innalzamento dell’ansia (eccessiva preoccupazione dei genitori di essere imperfetti e loro iperprotettività).

 

 

Si può dedurre che i perfezionisti provengono da ambienti familiari particolari. Esistono genitori con atteggiamento caloroso contro un punitivo-severo, alto o basso controllo. In sintesi i perfezionisti possono provenire da ambienti eccessivamente critici, rigidi con regole ed esagerate richieste, o da un ambiente caotico, dove mancano certezze da cui ne deriva che il bambino si crea le regole da solo. Quando i bambini vivono una relazione con la madre sistematicamente contraria alle loro iniziative autentiche, la percezione che ne traggono è di ostilità materna al loro vero Sé, da qui deriva una rinuncia al normale desiderio di stabilire con gli altri un contatto emotivo. Il bambino mette in atto un omicidio psichico, cioè le emozioni verranno vissute solo verso persone nei cui confronti non c’è attaccamento. I bambini con tratti perfezionistici  sperimentano uno stile di attaccamento insicuro-ambivalente poiché l’altro è considerato validatore della propria identità e ciò lo trasforma in un giudice pericoloso da evitare e fuggire. In particolare i soggetti con tratti perfezionistici di personalità nelle relazioni con gli altri sono animati da emozioni quali: vergogna, imbarazzo, orgoglio e senso di colpa.

 

 

Perfezionismo e narcisismo: quale relazione? Secondo Kunth il narcisismo primario è espresso dal bambino attraverso il controllo che ha della relazione con la madre poiché non distingue un IO-TU. Tale visione onnipotente è presto smantellata dalle imperfette cure materne, quindi tutto ciò che è perfetto è parte del Sé, il resto parte del Tu. Il bambino cerca di salvaguardare la perfezione infantile perduta attraverso la costruzione di due strutture narcisistiche : il Sé grandioso-esibizionistico e l’imago parentale idealizzata. Quando le gratificazioni vengono meno si andrà a formare un Super –Io rigido che porta ad una crisi del Sé grandioso che si manifesta con tratti perfezionistici di personalità. Inoltre comporta molta rabbia che spesso è violenza, anche se si maschera di rabbia coscienziosa, precisa, pulita, obbediente. Alla luce di ciò si può dedurre che perfezionismo e narcisismo sono riconducibili a matrici comuni, ma i criteri diagnostici non sono sovrapponibili.

Dott.Stefania De Blasio, Psicologa