Oggi vorrei parlare di quanto sia importante la psicologia nello sport, un argomento che mi appartiene molto.

Da poco sono uscita da un infortunio lungo e “rognoso”. Grazie a un adeguato supporto psicologico e a un percorso personale, non ho mai smesso di allenarmi con tecniche  ed esercizi “variati” e mirati, evitando di impattare la zona malconcia.

Senza buttarmi giu’, grazie a questo supporto, sono stata capace di tenere alta la motivazione e la reattivita’ nel “problem solving” .

 

 

Noi runners, come tutti gli sportivi, siamo spesso soggetti a infortuni, dolori, contratture e soprattutto fasi psicologiche.

Oltre l’infortunio fisico, si puo’ attraversare un momento o una giornata in cui  quell’allenamento, proprio non e’ andato come doveva e questo perche’ di “testa” proprio  non ci sei.

Ironia della sorte,quei giorni possono capitare anche se abbiamo dormito le “giuste ore” o se ci sentiamo di aver calibrato bene l’alimentazione.

 

I motivi possono essere tanti e spesso legati a cio’ che ci succede al di fuori del tempo, che usiamo per allenarci.

Cosi come nella vita, un gesto di gentilezza puo’ cambiare il tuo stato mentale attuale, così anche nell’allenamento il “Mental training ” gestito da un professionista, aiuta a “ricaricare” le proprie batterie emotive e mentali.

Ho chiesto a Omar Bellanova, prezioso Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, perfezionato in terapia Metacognitiva interpersonale e Psicologo Sportivo, di spiegarci quanto la psicologia dello sport sia importante in campo agonistico per incrementare le prestazioni dell’atleta verso risultati sempre più performanti.

La  preparazione è anche mentale.  Il “Mental Training” è composto, infatti, da una serie di tecniche che hanno lo scopo di rafforzare le abilità dell’atleta per una buona prestazione sportiva.  Bellanova mi ripete che gli obiettivi da raggiungere sono una maggiore attenzione e focalizzazione dell’obiettivo, il controllo della propria attivazione emotiva e la gestione delle emozioni .

Gli strumenti per raggiungerli, comprendono il training autogeno, le tecniche di respirazione, l’immaginazione del gesto da compiere e l’ attenzione al dialogo interno e altri ancora”.

Vivere lo sport ad alti livelli, infatti, comporta il dover affrontare importanti livelli di stress.   Uno dei compiti del professionista psicologo è aiutare l’atleta a superare questi delicati momenti emotivi, proprio come è successo a me.

Insomma, la psicologia può fare la differenza e aiutare a tornare in pista più motivati di prima. Tornerò su questo argomento. Intanto non posso che ringraziare lo piscologo sportivo, Omar Bellanova.