Qualche giorno fa ho avuto modo di discutere con una persona che era assolutamente eccitata dal fatto che, quella sera, in televisione sarebbe ricominciato un certo reality, probabilmente “il” reality per antonomasia.

Si tratta di un genere di trasmissioni che non mi piace affatto, anzi….a costo di sembrare un po’ retrogrado e bacchettone le trovo anche diseducative, quindi persino dannose.

Il punto principale che mi fa dare un giudizio così negativo su questi programmi sta nel tentativo di far credere che i concorrenti provino davvero a intessere delle vere relazioni tra loro, come se fossero all’interno di un  “laboratorio  dei sentimenti” da dove possano essere visti e giudicati da tutti noi, comodamente seduti a casa nostra. Certo, di tanto in tanto qualche relazione “seria” nasce ma è ben poca cosa rispetto alla sciocchezze che vengono dette o fatte; e poi….c’è bisogno di andare in televisione a mostrare i propri “presunti” sentimenti di qualcosa che dovrebbe essere intimo e personale ?

Insomma, è un po’ come se noi spiassimo dal buco di una serratura ma quelli (gli spiati) sanno benissimo di essere visti per cui a finzione si aggiunge finzione…

Ciononostante il pubblico (almeno quello degli appassionati che, comunque, è piuttosto folto) si accalora, parteggia, giudica, rimprovera, vota….in ciò persino aiutato da altre figure surreali, i cosiddetti “opinionisti”; in genere si tratta di persone, per lo più artisti, che non hanno avuto una carriera particolarmente brillante e stanno cercando un rilancio, oppure sono ormai a fine carriera… per non dire degli autori, dei presentatori, etc. che studiano, ti propinano e conducono situazioni davvero di dubbio gusto.  

La cosa che faccio davvero fatica a capire è come mai questi programmi hanno tanto seguito, visto che sono un concentrato di trash, discorsi inutili, ripicche, esibizionismo, etc. etc.

Allora mi viene in mente che tanti anni fa cominciarono a comparire in televisione degli incontri di una specie di lotta dove delle persone, più o meno mascherate, apparentemente se le davano di santa ragione essendo aizzati e, a loro volta aizzando, il pubblico presente.

Come nel wrestling trovo che anche tutti questi realities, condotti su spiagge da sogno, fattorie sperdute, moderne case isolate, offrano un’immagine falsa  della realtà (altro che reality!) e, fondamentalmente, ci prendano in giro essendo tutto costruito per lo share, l’audience, i ritorni pubblicitari e così via.

E a me pare che chi guarda questo genere di spettacoli sia anche contento di essere preso in giro!

Nonostante la mia sia solo un’opinione e, come tale… opinabile, per quanto mi riguarda preferisco fare altro, magari rivedendo un film già visto tante volte o leggendo un libro. Spero che lo facciano molti di voi perché i nostri “nutrimenti culturali” dicono molto di noi, di chi siamo e dove vogliamo andare.