“Le ragazze di Siroos” o “le ragazze iraniane”: è una delle prime canzoni sul concetto d’uguaglianza fra le donne e gli uomini nell’anno 1306 solare (= 1927) in Iran.

Qualche tempo fa, nei social network veniva condiviso un video di una canzone di 90 anni fa molto particolare. Questa canzone rivoluzionaria per l’epoca, parla della libertà dall’ Hejab invitando le donne a pensare a se stesse. Nell’anno 1927 Qamar-ol Moluk Zarrabi canta questa canzone con il capo scoperto, tre anni dopo il suo grande concerto al Grand Hotel di Tehran, 9 anni prima che lo Sciah dichiarasse la legge obbligatoria di “togliersi l’Hejab”. Si racconta che il compositore di questa canzone abbia voluto rimanere nell’ombra e non rivelare la sua identità temendo una possibile reazione degli estremisti religiosi.

Questa canzone è un riflesso naturale dei pensieri nuovi e moderni durante il costituzionalismo ed esprime , in particolare,la protesta contro l’ingiustizia verso le donne dell’epoca.
Alcuni credono che il nome “le ragazze di Siroos” indichi la protesta contro l’esistenza sbagliata delle istituzioni nella via Siroos che introducevano le cantanti e ballerine a diverse cerimonie. Invece altri credono che indichi il Mauseleo di “Sette Ragazze” situato nella via Siroos di Tehran.
Vi riporto alcuni versi tradotti in italiano:
-Le ragazze di Siroos fin quando volete avere il rimorso? Fin quando volete rimanere imprigionate dagli uomini?
– Nessuno si ricorda di voi. Nessuno pensa al vostro bene e al vostro male
-Uomini iraniani! Mica le donne non sono esseri umani
Questa canzone durante gli anni è stato rifatta diverse volte cambiando anche alcune parole e ha avuto anche una grande reazione da parte dei giornali e delle riviste di quel periodo . Una canzone giusta al momento giusto quale effetto positivo potrà creare!
Ascoltando la musica ho apprezzato sempre di più le donne iraniane. Andare contro corrente sicuramente non è stato facile e loro, inoltre, hanno recitato una parte importante nella storia.