Riprendiamo le fila e partiamo con le tre domande all’ideatore del Radicepura Garden Festival -importante appuntamento internazionale, che pone la Sicilia al centro di riflessioni e azioni intorno al tema del paesaggio.
 
 
Ve ne avevo parlato nella puntata scorsa, allegando foto del lavoro di alcuni garden designer. Oggi ne sapremo di più proprio grazie a Mario Faro. Prima, però, qualche dettaglio sul ‘quando’, ‘dove’ e ‘cosa’: dal 27 aprile fino al 27 ottobre, a Giarre (CT-Sicilia), nel parco botanico della Fondazione Radicepura, sarà possibile visitare 14 installazioni, 2 giardini, oltre all’Orto della Dieta Mediterranea, realizzati appositamente con 800 specie e oltre 5000 varietà di piante. Ed è tutto merito della famiglia Faro con, alle spalle, 50 anni di esperienza. Per cui…signore e signori…Mario Faro!
 
Quale è la forza o il valore aggiunto del paesaggismo in un contesto naturalistico già bellissimo come quello che offre la Sicilia?
 
Fare cultura del paesaggio in un territorio naturalmente fortunato come la Sicilia significa portare l’attenzione su temi di salvaguardia e sviluppo della nostra regione, significa immaginare un futuro in cui i giardini possano tornare a essere luogo di dialogo e pensiero, luoghi di accoglienza grazie alla loro vivibilità, spazi unici capaci di coniugare l’ancestrale bisogno di utilità con le esigenze estetiche della società contemporanea, non tralasciando la perenne ricerca di un luogo intimo in cui ritrovare se stessi, rigenerarsi e riposarsi.
 
Quale è la “sfida” di questa seconda edizione del Festival? La sfida è che il fermento, la vivacità e il dibattito che per sei mesi portano qui pensatori, artisti, designer e paesaggisti possa essere di stimolo per chi lavora qui quotidianamente per re-impossessarsi di una cultura e di una identità che per secoli ci hanno contraddistinto rendendo il “giardino” il luogo per eccellenza delle idee, del vivere insieme, dell’agire politico. Garden design e Bel Paese.
 
Che rapporto c’è fra i due? Siamo abituati a storie di cronaca di disprezzo delle nostre bellezze, ma per fortuna aumentano le iniziative che in vario modo cercano di contrastare questi fenomeni. Promuovere cultura del paesaggio significa proprio questo, ragionare in termini di sostenibilità e sviluppo territoriale in maniera armonica, come gestione integrata delle risorse da mettere in comune e liberandoci di tanta burocrazia che spesso rende difficile l’attuazione di semplici progetti che permetterebbero, tuttavia, di portare migliorie sistemiche a tutto il paese.
 
P.S. I dettagli del Festival al sito Radicepura Garden Festival