Nella mia carriera da guida mi capita quotidianamente di parlare di vita e morte dei re di Francia. Alcuni hanno avuto forse una vita gloriosa, ma di certo non la morte. Qualche esempio?
Louis III, discendente di Carlomagno, sconfisse insieme al fratello Carlomano nel 879 i vichinghi. Come muore?

Cercando di sedurre una signorina…. il termine é debole, in realtà la rincorre a cavallo mentre lei cerca di ritornare a casa per cercare protezione….ma il nostro Luigi , terzo di nome, va a sbattere contro l’architrave della porta e muore sul colpo (la signorina é salva!).

Stessa morte per Carlo VIII , nel 1498, vigila di Pasqua, decide dopo cena di andare a praticare un po’ di sport e muore sbattendo anche lui la testa contro l’architrave di una porta del castello di Amboise.
Henry II , marito di caterina de Medici, durante un torneo pacifico per celebrare il matrimonio di sua figlia, muore a causa di una lancia in un occhio…e Henri III, figlio della stessa Caterina de Medici muore vittima di un attentato, un monaco lo pugnala….mentre é seduto sulla sedia bucata (anche Elvis Presley é morto seduto in bagno….qualche secolo dopo)

 

 

Stanislas Leszcyski (ex re di Pologna), suocero di Luigi XV muore perché si avvicina troppo al caminetto in una fredda sera d’inverno, la vestaglia prende fuoco e muore carbonizzato (a questo punto risulta certo più gloriosa la morte di Giovanna d’Arco)

Come dice Albert Camus nel suo romanzo “Lo straniero”:
“Considerato che tutti dobbiamo morire, ovviamente non ha alcuna importanza il quando il come”.