Come in ogni paese anche qui abbiamo varie tradizioni secondo le regioni. Certo a Natale bisognerebbe andare in Alsazia, capitale dei mercatini e tutte le attività legate alla festività.

Il dolce di Natale tipico, con mandorle e uvetta, il vin brulé e il “mannaia” che é presente da inizio dicembre fino a gennaio (biscotto a forma di bambino) ,poi il “Kouglof”con la sua forma particolare e cotto nella formine tradizionali con un buco al centro….e il cenone con il famoso fois gras accompagnato con il loro vino locale.

 

In Provenza la sera di Natale si usa mettere 3 tovaglie sul tavolo e servire 7 pietanze (simbolo dei sette dolori di Maria) il tutto accompagnato da 13 panini. Poi sono servizi 13 desserts che devono rimanere sul tavolo fino al 27 dicembre.

La tradizione più insolita riguarda delle figurine che si chiamano i “CAGANERS”, il nome é già evocatore, sono personaggi rappresentati con i pantaloni abbassati che mettono nei presepi (oggi danno le sembianze dei politici, cantanti o calciatori) e dovrebbero rappresentare l’idea della terra fertile e soprattutto portare fortuna.

 

Nel Nord della Francia i regali arrivano con San Nicola, si mettono le calze sotto l’albero e la notte del 5 dicembre se i bambini sono stati bravi avranno caramelle e regali, c’é pero’ un secondo personaggio che lo accompagna , chiamato il père Fouettard ,che ha il compito di punire i bambini cattivi.

Passiamo al dolce tipico…..niente panettone, ma il “tronchetto di Natale”. L’idea era che per le feste si doveva trovare un tronco che nell’ideale doveva bruciare per 12 giorni.

 

In tutte le pasticcerie si va a caccia del tronchetto più originale, con nuovi gusti e decorazioni. La grande competizione é tra i grand hôtel di Parigi e i prestigiosi locali notturni che domandano ai pasticceri più famosi di “invertarne” uno in esclusività per i loro locali con risultati eccezionali, ma vi lascio immaginare a quale prezzo.