Passeggiando sul lungosenna a Parigi impossibile non notare “i bouquinistes”: gli enormi cassoni verdi chiusi che poi si trasformano in bancarelle coloratissime. Fanno parte del paesaggio urbano, sono un’attrazione storica e letteraria della capitale francese. Alla base vendono libri usati, stampe, riviste d’epoca … anni fa appassionati collezionisti le percorrevano alla ricerca della “perla” rara….si incontravano personaggi famosi (l’ex presidente François Mitterand ne era appassionato). Bisogna dire che il pubblico é cambiato, adesso l’80% della clientela é straniera, molti non parlano (e neanche leggono) il francese , così’ dal 2009 sono autorizzati a vendere souvenirs, oggetti vari e dipinti, anche se in quantità ridotta.

 

Nascono nel XVI° secolo e prendono il loro nome dalla parola “bouquin”, cioé libro non “pregiato”, usato, di poco valore. Erano dei venditori ambulanti che di preferenza si mettavono sui ponti della città e a Parigi li trovavamo sul Pont Neuf.

Oggi ce ne sono poco più di 200 , su tre km del lungosenna. Bene dell ‘Unesco non pagano affitto, né tasse ma hanno ovviamente delle regole da rispettare: delle dimensioni ben precise per non deturpare il paesaggio urbano, il loro tipico colore é obbligatorio e viene definito “vert wagon”, non più di 4 cassoni a persona e devono aprire almeno 4 giorni a settimana.

 

Nel 2010 ci sono state oltre un centinaio di candidature al municipio di Parigi (che rilascia una sorta di licenza) per una ventina di posti liberi.
Li troviamo anche in altre città francesi ( Lione, Marsiglia, Tolosa )e negli ultimi anni anche a Ottawa , Pechino e tokyo.

Un’altra moda parigina che non sembra invecchiare continuando ad integrarsi perfettamente nella “ville lumière” e si esporta facilmente in altri contesti.