Siamo nel 1937 Picasso é a Parigi, su consiglio della sua musa del momento ,Dora Maar, affitta uno studio al 7 rue de Grans Augustins. In Spagna c’é la guerra civilie e Picasso non é coinvolto politicamente. Gli chiedono un quadro per il padiglione spagnolo dell’Esposizione Universale di Parigi e accetta , ma l’ispirazione tarda a venire, non sa cosa dipingere. IL 26 aprile la città di Guernica viene bombardata dai nazisti provocando migliaia di morti e feriti tra i civili.

 

Allora Picasso si rinchiude nel suo studio e traduce in pittura l’orrore del bombardamento. Cio’ che colpisce é la dimensione della tela : 3,5 m. di altezza e quasi 8 metri di lunghezza, poi l’uso del colore, nero, bianco e grigio (sembra quasi una foto in bianco e nero). Tra le fonti di ispirazione sicuramente ” il massacro degli Innocenti” di Nicolas Poussin, e quello di Guido Reni, opere che ha sicuramente avuto modo di visionare. A sinistra del dipinto poi si vede una madre con un bambino morto, scena che si può’ paragonare alla Pietà di Michelangelo.

 

 

Il quadro parte poi a New York e finirà in Spagna, nel museo Reina Sofia di Madrid, solo dopo la caduta di Franco. E’ una delle opere più famose di Picasso, un simbolo della pittura moderna.