Qualche giorno fa su Facebook ho letto una bellissima lettera scritta da un papà alla propria figlia, tragicamente morta nel crollo del ponte di Genova,.

Quella lettera era struggente, piena d’amore nei confronti di una ragazza neanche trentenne che si apprestava a trascorrere una vacanza con il  proprio fidanzato.

 

Quella lettera mi ha colpito, mi ha fatto commuovere a lungo, quindi ho aggiunto il mio “like” e l’ho anche condivisa sul mio profilo di Facebook.

 

Dopo poche ore ha cominciato a circolare la notizia che quella lettera fosse falsa, che si trattasse cioè di un “fake”; effettivamente la lettera su Facebook era sparita e, naturalmente, anche all’interno del mio profilo non ce n’era più traccia.

 

Sembra che la lettera fosse falsa al punto che in realtà il presunto padre della ragazza neanche esiste, in altre parole, quella ragazza morta il 14 Agosto era da tempo orfana di padre.

 

Che si sia trattato di una “bufala” mi ha rattristato molto; è incredibile come in questo sgangherato Paese ci siano degli idioti che non perdono occasione per mettersi in mostra, fregandosene dei sentimenti e del dolore altrui, calpestando tutto e tutti, privi del benchè minimo pudore.

 

Ma l’aver compreso che si è trattato di un volgare ed ignobile “scherzo” mi ha provocato anche un sentimento di rabbia e di profonda indignazione; chi si è reso autore di questa vigliaccata, dal mio punto di vista, è sullo stesso piano di quella banda di cialtroni, incompetenti e probabilmente anche disonesti, che hanno permesso e continueranno a permettere che tragedie assurde come quella di Genova si verifichino, con l’aggravante di dichiarazioni e prese di posizione che dimostrano una volta di più ignoranza, incapacità o, a voler essere buoni, superficialità nella gestione delle cose, mancanza di senso civico e di rispetto dei più comuni sentimenti umani.

 

Temo fortemente che per rifondare questo nostro bellissimo Paese occorrerà molto tempo, sarà necessario tornare a occuparsi concretamente di solidarietà, di educazione, di correttezza nei rapporti con gli altri, di chiara condivisione dei diritti e doveri di ciascuno; fintanto che continueremo ad avere di fronte a noi pessimi esempi come quelli che ho citato non avremo motivo per rallegrarci.

 

Da ultimo esprimo un desiderio, più che altro un sogno: quella lettera, per quanto falsa, era davvero bella. Sono certo che il papà di quella povera ragazza gliela avrebbe scritta sul serio se fosse stato ancora in vita ed ora voglio credere che, in Paradiso, ha potuto finalmente riabbracciare sua figlia.