E’ noto che il rapporto genitori – figli non sempre procede in armonia e in tutta tranquillità.

A me personalmente pare che la “distanza” che c’era tra me e i miei genitori fosse decisamente minore rispetto a quella esistente tra me e i miei figli, cosa che mi fa arrivare a dire che essere genitori oggi è molto più complicato ed impegnativo rispetto a 40 o 50 anni fa.

Con questo non intendo mettere le mani avanti e cercare delle scuse per alcune mie difficoltà di genitore, la mia è una semplice constatazione che, caso mai, dovrebbe portare ad una maggiore presa di coscienza, anzitutto da parte di noi adulti.

Oggi si vive in modo molto più accelerato rispetto al passato, si dedica meno tempo a tutto, soprattutto a ciò che potrebbe costituire occasione di dialogo “serio” con i più giovani; questo secondo me è vero da entrambe le parti ma, in generale, temo che stiamo perdendo tante occasioni per costruire rapporti più solidi e soddisfacenti tra noi e con i nostri figli in particolare.

Gli adulti vengono visti sempre meno come persone che possono portare consigli ed esperienze, i giovani ascoltano sempre meno, ci ritengono “superati”, non in grado di comprendere ciò che loro vogliono sperimentare come rapporti interpersonali, momenti di crescita intellettuale o anche semplicemente di svago.

D’altronde, noi adulti ( almeno buona parte di noi, io tra questi ) viviamo con un senso di delusione se non di frustrazione che il nostro modo di relazionarci con chi ha 20, 30 o 40 anni di meno non viene ritenuto interessante per cui finiamo con l’essere irrequieti e insoddisfatti; è sbagliato generalizzare, ma oggi parlare con un proprio figlio è alquanto difficile, essere addirittura sintonizzati sulla medesima lunghezza d’onda è quasi impossibile.

Tuttavia, anche se ci costa fatica e riteniamo di avere valide ragioni per essere maggiormente ascoltati e seguiti, non vedo altre strade: dobbiamo essere noi adulti a cercare di avvicinarci ai nostri figli, dobbiamo farlo con rispetto e senza invadere i loro spazi; soprattutto dobbiamo farlo mossi dall’amore nei loro confronti; quando, a loro volta, diventeranno genitori avranno modo di apprezzare meglio ciò che abbiamo fatto per loro.

Anche quando noi genitori non ci dovessimo essere più, non sarà troppo tardi ricevere un ringraziamento postumo che, a quel punto, farà bene soltanto ai nostri ragazzi, nel frattempo divenuti uomini e donne; in realtà dobbiamo riflettere sul fatto che quello che conta è adesso; hic et nunc, mettere in pratica qui e ora quello che si ritiene giusto per far progredire nel modo più sereno possibile un rapporto fondamentale della nostra vita.