Restare partner quando si diventa genitori è fatto più unico che raro. Le coppie spesso entrano in crisi quando nasce un figlio poiché tale evento apre a molte donne profondità sconosciute di amore e di dedizione. Avere un figlio significa per una donna essere amata e accettata in modo incondizionato, sentirsi finalmente e per la prima volta necessaria, unica, insostituibile.

Anche i padri, sebbene con altri tempi e con altre modalità, sperimentano i misteri della nascita e vivono in pienezza la loro paternità provando sensazioni simili a quelli delle neomamme. Il problema è che spesso l’intensità del rapporto di coppia finisce per passare in secondo piano, si affievolisce, perché uno di partner, o entrambi, sposta il suo legame primario dal partner al figlio.

Molte coppie, infatti, riportano che il matrimonio ha cominciato a deteriorarsi con la nascita del primo figlio per poi degenerare con la nascita del secondo. Diventa allora condizione necessaria per il buon funzionamento della coppia non perdere di vista il principio che la relazione di coppia deve rimanere il legame primario, se si vuole che l’intero sistema familiare regga e si mantenga sano, solido e vitale per tutti i componenti.

I segnali più evidenti di uno spostamento del legame primario dal partner ai figli:

  • i due partner si chiamano “mamma” e “papà” tra di loro, non usando più i veri nomi,
  • non danno più priorità all’erotismo,
  • mettono le loro esigenze di individui e di coppia in secondo piano,
  • non escono da soli,
  • non fanno vacanze senza i figli, scompare qualsiasi tipo di privacy all’interno delle mura domestiche,
  • ci si accorge di essere in sintonia più con i figli che con il partner.

Il risultato è che i partner creano una nuova relazione privilegiata, non più con l’altro/a ma con uno o tutti i figli.

Per accorgersi in tempo di questo pericolo e cercare di neutralizzarlo, sarebbe utile:

  • ricordare sempre che l’impegno di base deve essere quello di sostenere, mantenere e approfondire la relazione di coppia e la ricerca dell’altro,
  • prestare attenzione all’affievolirsi della sintonia con il partner: se ci si accorge che qualcosa non va, cercate di risolvere insieme il problema sperimentando alcune strategie condivise,
  • creare e programmare  regolarmente dei rituali di coppia: qualcosa da fare insieme, piccole idee per tenere viva la complicità e l’intimità. Informare i figli che c’è un momento, durante la settimana, che la coppia riserva per sè, insegna ai bambini che i genitori esistono anche  e soprattutto come coppia di individui, poi come genitori,
  • prendersi del tempo per stare da soli lontano da casa: la casa è il luogo della famiglia, i ruoli sono così fortemente stabiliti che spesso si perde la percezione di essere amanti,
  • non permettere che le responsabilità legate allo status di genitore fungano da deterrente alla sessualità e alla sensualità. È importante salvaguardare la propria privacy, non deve mai mancare il tempo del gioco: coccole, tenerezze, vicinanza, scambio di parole, ma anche il corteggiamento, la reciproca attenzione. È il desiderio per l’altro e il sentirsi desiderati e il reciproco riconoscimento  che deve perdurare nel tempo.

È importante che nella famiglia si diffondano abitudini rispettate e condivise: un tempo per tutti e un tempo per la coppia. Insegnate ai vostri figli che ci sono momenti che avete bisogno di stare da soli: a loro volta sapranno salvaguardare tali spazi con il loro partner quando saranno adulti.

Come dire ai figli che mamma e papà hanno bisogno di un tempo per loro ?

Se sono piccoli, sarà sufficiente dir loro con estrema semplicità che rimarranno da soli con la nonna o con la baby sitter: non è necessario scendere nei dettagli e per il senso di colpa che qualcuno può provare sarà neutralizzato dalla consapevolezza che è come se andaste a lavoro.

Se i figli sono più grandi, si può parlare loro dei bisogni dei genitori, di avere del tempo da trascorrere da soli: questo li aiuterà a capire che cosa occorre per un buon rapporto di coppia. I figli sono dei buoni osservatori e noteranno che i genitori sono più disponibili, allegri e rilassati dopo essere stati da soli. Se l’idea del tempo necessario per i genitori diventa un’abitudine della famiglia fin dall’inizio, i figli l’accetteranno facilmente e la faranno propria come qualcosa di buono per tutti.