Cosa direbbe Sebastian Fitzec, il maestro dello psycho- thriller, a proposito del romanzo di Ginevra Bottini “Ritorno a Quale Origine -Homing-”?

La nostra giovane autrice romana confessa di amare il grande scrittore tedesco. Anch’io lo amo per quella sua naturale capacità di mescolare narrativa e psichiatria. Anche Ginevra Bottini usa la forza del chiaroscuro nelle parole ed evoca una dimensione onirica così vera nelle sua esternazione che diventa un tutt’ uno con la realtà. Lei stessa definisce il suo libro angoscioso, metamorfico e disorientante.

Cosa cerca, la protagonista Andrea Miller? Lei è un’aspirante reporter, dirige il giornale studentesco della sua scuola ed è pronta a far luce su strani accadimenti che sconvolgono la quiete della piccola cittadina del Tennessee dove vive con la madre e il fratellino.

Orfana di padre e con un nonno ricoverato in manicomio. Quale verità consolatoria o quale perdizione salvifica la spinge a indagare nel suo passato? Andrea annaspa tra stane visioni e incontri surreali. La terra si squarcia sotto la sua macchina. Vede lava zampillante da un cratere che si ingrossa sempre di più. Prova l’orrore di essere risucchiata in quella voragine buia mentre uno sconosciuto le ripete che lei è in grado di vedere e di ritornare.

Un sogno di morte e distruzione che si scioglie al primo rumore esterno. Un’allucinazione che sfuma nei colori di un cielo limpido. L’autrice rivela che la trama prende spunto da alcuni suoi vecchi incubi e raccontati con lo spessore visivo di una sceneggiatura. Del resto la formazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma si sente nella sua scrittura. Capitoli brevi e incisivi che si chiudono ad arte.

La narrazione sembra un ricercato montaggio cinematografico che nei suoi tagli improvvisi ci lascia in sospeso. Con la voglia di osservare il mondo obliquo e spaventoso della protagonista.

“Con la sensazione che la pazzia sia, incontrovertibilmente, scrive l’autrice, un affare personale”. In realtà abbiamo solo bisogno di scoprire la verità per tornare a casa. “Homing”, che Ginevra Bottini usa come sottotitolo del libro, per esprimere il desiderio di ogni essere umano di ritornare alla propria origine. Cosa scoprirà Andrea Miller in questo gioco di finzione e verità? Nel libro c’è una riuscita messa in scena di emozioni cupe e immagini terrificanti che liberano un inedito finale.

Vi lascio con una frase del grande scrittore statunitense, Edgar Allan Poe, l’iniziatore del giallo psicologico: ”Quelli che sognano ad occhi aperti sono a conoscenza di molte cose che sfuggono a chi sogna addormentato”.

Una frase che sembra proprio scritta per questo originale thriller psicologico “Ritorno a Quale Origine -Homing-”.