Comincio col salutare e ringraziare doverosamente. SIETE STATI DAVVERO TANTI ad aver visto il mio ultimo articolo, e Matilde (questo è un segreto tra me e lei) è davvero emozionata e contenta. Almeno lo spero…

Parlare di “beauty” (la grande bellezza, quella italiana in primis) è sempre emozionante e appagante. Si scoprono sempre cose nuove, nuove pagine vengono scritte, nuove emozioni, nuove amicizie. Sono stato a Venezia per l’inaugurazione della Biennale Architettura 2018. E chi se lo aspettava che pian piano anche la parte dedicata all’architettura, prendesse quota e volasse così in alto? Non è di sola bellezza italiana però che si parla in questi giorni a Venezia ma di altri 6 Paesi che hanno voluto proporsi e proporre: Antigua & Barbuda, Arabia Saudita, Guatemala, Libano, Pakistan, e Santa Sede (con un proprio padiglione sull’Isola di San Giorgio Maggiore).

 

Curioso, davvero curioso quest’ultimo. Pensavo mi proponessero altari, qualche bel crocefisso stilizzato o statuetta di Sant’Antonio in versione “arredo”. Invece no…ma non svelo nulla, bisogna vedere. Vi dico solo “metafora del peregrinare della vita”…

 

Yvonne Farrell e Shelley McNamara sono le curatrici di questa 16^ Mostra Internazionale di Architettura, che si svolge dal 26 maggio al 25 novembre 2018 ai Giardini e all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia. Il titolo scelto è Freespace, che rappresenta la generosità e il senso di umanità che l’architettura colloca al centro della propria agenda, concentrando l’attenzione sulla qualità stessa dello spazio.

Con questo tema la Biennale Architettura 2018 presenta al pubblico esempi, proposte, elementi – costruiti o non costruiti – di opere che esemplificano le qualità essenziali dell’architettura: la modulazione, la ricchezza e la materialità delle superfici, l’orchestrazione e la disposizione in sequenza del movimento, rivelando così le potenzialità e la bellezza insite nell’architettura (cit.)

«Con l’obiettivo di promuovere il “desiderio” di architettura» il Presidente Baratta ha spiegato che questa edizione diretta da Yvonne Farrell e Shelley McNamara pone al centro dell’attenzione la questione dello spazio, della qualità dello spazio, dello spazio libero e gratuito. Con grande chiarezza si indica il parametro di riferimento fondamentale.

«La volontà di creare FREESPACE può risultare in modo specifico come caratteristica propria di singoli progetti.
Ma Space, free space, public space possono anche rivelare la presenza o l’assenza in genere dell’architettura, se intendiamo come architettura il pensiero applicato allo spazio nel quale viviamo e abitiamo.

La Mostra sarà affiancata da 63 Partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Oltre ai 6 paesi internazionali, ovviamente.

 

 

Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane, sarà curato Mario Cucinella con il titolo di Arcipelago Italia.

Anche per questa edizione si prevedono selezionati Eventi Collaterali, proposti da enti e istituzioni internazionali, che allestiranno le loro mostre e le loro iniziative a Venezia in concomitanza con la 16. Mostra Internazionale di Architettura.

 

 

E infine vi segnalo, Progetti Speciali, meetings on Architecture, Biennale Sessions, Educational, l’Offerta editoriale. Tutto questo nel sito   http://www.labiennale.org/it

Che dire allora? Già vi stavo aspettando per un giro di ombrette insieme (in veneziano, assaggio di bicchieri di buon vino…solo assaggio però), un giro in gondola e poi? Ah si, una capatina in biennale. Dai che vi sto organizzando un bel week end a Venezia. Perché no? Vi aspetto.