Si puo’ attraversare la vita guardandosi la punta delle scarpe, per non mettere il piede in fallo, per non inciampare, per non prendere una storta e farsi male.

Si puo’ attraversare la vita indifferenti alla neve, al luce del sole, al vento che scompagina l’ordine, al susseguirsi delle stagioni, dei loro colori, dei loro profumi, del loro creare e ricreare incessantemente il bello.

Si puo’ attraversare la vita con un piano preciso, previsioni di spesa, calcolo del rischio, chiarezza dell’obiettivo, determinazione dei tempi.

Si puo’ attraversare la vita preferendo l’ombra, irridendo cio’ che sa di buono, crogiolandosi nel tormento, godendo dell’assenza di sorrisi, inorgogliendosi di un’intaccabile indifferenza alle umane passioni.

 

Si puo’ attraversare la vita restando sempre nello stesso posto, pur viaggiando, spostandosi, incontrando gente diversa. Ma sempre alla ricerca di un ristorante italiano in cui cenare.

Oppure.

Si puo’ alzare lo sguardo a rischio di sbagliare strada e perdersi.

Si puo’ fermare ogni giorno nella propria mente un attimo di infinito.

Si puo’ avere un unico obiettivo e cambiare piano ogni giorno in base a quello: volersi bene e fare della propria vita una cosa straordinariamente comune, ma felice.

Si puo’ guardare dalla finestra e ubriacarsi dell’altro, del diverso, dello sconosciuto. E crescere, come se dentro si avessero mille vite.

Si puo’ scegliere. Sempre. E chi dice di non poterlo fare, ha gia’ scelto. Di non rischiare di vivere.