Quando ero piccola detestavo il Capodanno, con la stessa intensita’ con cui ho sempre amato il Natale. Puntualmente, a mezzanotte, mi rinchiudevo nel bagno e aprivo la finestra e guardavo il cielo illuminato dai fuochi d’artificio e mi immalinconivo.

Non ne parliamo, poi, quando a scuola ci facevano preparare quei lavoretti con l’anno vecchio che ne se andava via, ricurvo su se’ stesso e quello nuovo, bambino pieno di energia, arrivava promettendo grandi cose. A me, quel vecchino che se ne andava sommerso dagli insulti, mi riempiva il cuore di tristezza.

 

 

Negli anni, il mio rapporto con questa festivita’ non e’ cambiato. Potrei sintetizzarlo dicendo che da dieci anni vivo a NY e non mi e’ mai passato nemmeno per la testa di andare a Times Square. Eppure il 31 e’ una ricorrenza speciale per me, perche’ 10 anni fa, esattamente poche ore prima che tramontasse il 2007, io arrivavo all’aeroporto JFK con un visto e la determinazione a rimanere in questa citta’. Ricordo che presi un taxi e, nelle strade semivuote, passai in rassegna ogni edificio di Harlem, fino ad avvicinarmi a quella piccola palazzina dell’Upper East Side, senza ascensore, dove, dietro la porta mi aspettava la coda impazzita di felicita’ di Dorothy e un cartellone preparato da Dena con su scritto “Welcome home”.

 

 

Sono a casa da dieci anni. Per la prima volta senza Dorothy, ma, ancora, a casa. E per questo il 31 ci sara’ una piccola speciale celebrazione per i miei primi dieci anni a NY.

 

E, sebbene il 2017, sia stato un anno duro, molto duro, soprattutto per quell’addio al quale ho dovuto obbligare me stessa, l’8 giugno scorso, io voglio ricordare tutto cio’ per cui lo terro’ prezioso dentro di me, come tutti quelli che ho guardato allontanarsi, a mezzanotte, sempre, e dico sempre, guardando il cielo in cerca della mia stella cometa.

 

 

Ricordero’ per sempre il 2017 per:

·        Aver avuto l’enorme, incomparabile, entusiasmante privilegio di aver vissuto in America durante due mandati presidenziali di Barack Hussein Obama. Di averne coperto due campagne elettorali. Di averlo incontrato di persona. Di averlo fra i miei followers su Twitter.. Il miglior presidente della storia moderna americana ha lasciato la Casa Bianca il 20 gennaio. Da allora viviamo una lunga notte, ma abbiamo imparato, grazie a lui, “l’audacia della speranza”.

·        Aver marciato con centinaia di migliaia di donne e uomini durante la “Women’s March”, il momento in cui la nostra resistenza e’ iniziata

·        Aver avuto un nuovo visto, come persona dotata di “qualita’ eccezionali”

·        Aver compreso la forza di questo paese, nella sua resistenza a Trump

·        Aver capito che un presidente come Trump ha dato voce alla parte piu buia e malata del paese, ma che ha anche risvegliato la sua parte migliore che, con fatica e persistenza, avra’ la meglio. E, dopo, come sempre, il sole sorgera’ ancora

·        Aver ricordato l’insegnamento di mio padre: le ombre esistono solo perche esiste la luce

·        Aver visto le donne ribellarsi. E anche gli uomini. Il movimento #metoo che e’ diventato il simbolo di quest’anno. Liberazione per centinaia di migliaia di sopravvissuti

·        Aver scoperto una donna forte, nella sua fragilita’, in Asia Argento. Che un giorno spero di abbracciare per dirle grazie.

·        Aver avuto la forza di raccontare pubblicamente la mia storia di abusi, dopo 17 anni di silenzio. Piangere per la prima volta. Respirare per la prima volta

·        Aver mantenuto il contegno necessario e lo stile di fronte agli attacchi beceri e ricorrenti dei cialtroni. Aver compreso perche’ si possa odiare una persona come me. E aver sorriso.

·        Aver ricevuto una nuova biciletta e una quantita’ di amore e di stima che mi bastera’ per tutto l’anno a venire.

·        Aver conosciuto Simona e amato questo blog

·        Aver conosciuto Luigi. Il vero guerriero.

Saluto con rispetto e gratitudine il 2017. Quello che ho perso: amici, conoscenti, lavoro, soldi, non l’ho perso “per colpa” di un anno, ma perche’ nella vita, piu’ vivi e piu’ ti capita di perdere pezzi. Per fare spazio ai nuovi.

Buona continuazione di felicita’, resistenza, speranza a tutti. Con tutto l’amore che posso. E sotto gli occhi pieni di bonta’ di Khalu, Dorothy e Poldo che stanno correndo a perdifiato in qualche posto oltre l’arcobaleno