Le preghiere in ogni religione hanno le loro modalità e strumenti. Uno dei mezzi usati durante la preghiera in Islam è il Tasbih.

Esso è simile al rosario ed è fatto di una serie di perle arrotondate dal fango cotto o di pietre colorate, che si stringono per mantenerle intatte. Ai vecchi tempi, il numero delle perline era di cento o meno e anche di più, e produceva anche mille perline, chiamate “perline a mille squadrette”.

Si racconta una storia di come è nato l’uso del Tasbih: è derivato dal cristianesimo! L’uso del rosario era originariamente il decreto di ornamento e, per il genere dei grani di questo rosario, usavano tutto ciò che spesso era vetro. In seguito, i sacerdoti nestoriani che vivevano in Oriente, lo usarono per menzionare le preghiere. E così entrì il suo uso sempre per dire le preghiere in Islam.

 

  • Il termine tasbih viene da 3 lettere principali, della lingua  “س [sin], ب [ba], ح [ha]”. Il significato della radice della parola, nella forma  scritta, è glorificare. Letteralmente, la parola significa, se si tratta di un verbo, “viaggiare rapidamente” e come sostantivo si riferisce, invece, ai “doveri o a un’occupazione”. Tuttavia, nel contesto devozionale, tasbih si riferisce al Subhana Allah, che significa qualcosa come “Gloria a Dio”.

 

I musulmani sono incoraggiati a dire la frase 33 volte dopo la preghiera e per tutto il giorno. Muhammad ha insegnato ai musulmani che è una delle quattro lodi con cui Dio ama i musulmani in continuazione.

Personalmente non lo uso per le preghiere, ma ,a volte, quando mi sento di aver bisogno d’incorraggiamento per andare avanti, lo prendo in mano e muovendo le perline, anche non dicendo niente, mi calmo. In più questo è un elemento in comune fra le nostre due religioni molto interessante.