Il 12 novembre scorso, il terremoto ha colpito una parte della frontiera ovest Iran-Iraq. La scossa ha coperto una zona vasta, ma la maggior parte delle distruzuioni sono accadute a Kermanshah precisamente a “Sar-e Pol-e Zahab” e i villaggi che si trovano vicino alla frontiera.

E’ stato un disastro! Tanti hanno perso la vita, tanti sono stati feriti e tanti sono coloro che non hanno più accanto i propri cari. I soccorsi sono stati tempestivi, soprattutto da parte dell’esercito. Quello che ho visto io, è stato soprattutto il soccorso offerto dalla gente comune. C’erano quelli che si trovavano nelle vicinanze, oppure chi è arrivato da più lontano: sono partiti subito per le zone terremotate e hanno cercato di fare quello che potevano.

Sono stati creati numerosi centri di raccolta per gli aiuti. La maggior parte della gente si è  fidata più dei centri individuali, che di quelli governativi: anch’io ho fatto così. Ho cercato di chiedere in giro se qualcuno conosceva persone coscienziose a cui poter affidare la mia somma per i terremotati. Poi ho notato che questo non valeva solo per me, ma anche per la maggior parte della gente intorno a me.

 

Quando la situazione incominciava a tornare sotto controllo, specialmente quando si è saputo che tutti avevano un posto nelle tende, è arrivato il freddo. Ora tutti cercano di sistemarli nei Canex, tende termiche,  dove si spera che tutti possano avere un posto di pernottamento più caldo.

Approfitto del mio spazio nel blog, per descrivervi gli avvenimenti, a mio parere, gradevoli e sgradevoli accaduti in questo avvenimento drammatico:

Sgradevoli:

  • Sono state distribuite delle bottiglie d’acqua scadute; in alcuni casi è visto che sono state vendute le bottiglie d’acqua che erano gratuite dedicati ai terremotati;
  • Ho visto dei video sul modo in cui venivano distribuiti i cibi dal camion, gettati dal camion in corsa, non mi è sembrata una scena bella;
  • I terremotati che si recavano fino alle strade che finivano a Kermanshah, approfittavano delle code per salire sui camion e arraffare quello che potevano, preoccupati che questi aiuti non arrivassero a destinazione;
  • La mancanza del bagno e le doccie adeguati per i terremotati;
  • Una signora morta soffocata dal gas nella tenda, a causa del riscaldatore che non funzionava bene.

Gradevoli:

  • Un conduttore dei programmi per i bambini, nei primi giorni, si è recato nelle zone terremotate e ha fatto dei spettacoli con le bambole per far divertire i bambini;
  • E’ nata una bambina, sana e salva; l’hanno chiamato “Ava” che in persiano vuol dire “Suono”, è un segno di rinascita;
  • Per una festa di compleanno hanno decorato le tende con i palloncini e c’era la musica; un segno che la vita continua;
  • Un benefattore ha inviato un televisore con maxi schermo
  • Un altro maxi schermo è stato posizionato su un camion per permettere di vedere le partite della nazionale;
  • I soldati che spazzolavano le strade e raccoglievano la spazzatura.

Sicuramente è stato un grande dramma, ma anche la reazione alla tragedia e gli aiuti sono stati importanti. Non ero presente, ma mi riscalda il cuore l’attenzione e dedizione che ho notato dalla gente comune. Una prova in più che insieme, mettendo da parte divisioni ed egoismi, si possono affrontare le catastrofi e aiutare gli altri con quello che possiamo.