La vita quotidiana in una metropolitana come Tehran, mi fa venire voglia di passare il mio tempo libero in mezzo della natura; venerdì scorso per la prima volta insieme alla mia amica, Shahla, siamo andate a vedere come si passa il weekend a Darabad.

Le montagne hanno coperto la parte nord della città. Darabad è una delle mete ideali per una escursione e per trascorrere un po’ di tempo in montagna: ancora autentica, non essendo piena di ristoranti e locali come molte altre parti.

Al nostro arrivo, ho notato le persone che già rientravano dalle salite, quindi non eravamo tra i primi! Proprio all’inizio del sentiero mi aspettava una sfida: una salita molto ripida. Per fortuna dopo la salita c’era un rifugio dove ci siamo riposate. Siccome sono una principiante, Shahla mi ha proposto di fare il percorso più corto cioè fino alla fonte “Naroon”. Il percorso aveva una lenta salita e la strada era molto piacevole. La mia amica mi ha fatto notare che ai lati del sentiero si vedevano i fiori, soprattutto rose, di vari colori. Il bello era che chi voleva, si fermava e li annaffiava.

Mi ha davvero colpito l’atmosfera tranquilla, gioiosa e amichevole del posto. Quasi tutti si salutavano sorridendosi. Arrivate alla fonte ho apprezzato ancora un a volta la natura splendida ed unica. Ne usciva acqua fresca e anche l’aria era il refrigerio che serviva per rilassarsi un po’. Dopo aver riempito le borracce, abbiamo ripreso il sentiero del ritorno.

Poco più avanti, su una curva vicino a un passaggio chiamato “Ponte di ferro”, abbiamo trovato un gruppo che molti conoscono: ogni venerdì, in montagna, si ritrovano per cantare le canzoni tradizionali persiane. E io ho trovato serenità in mezzo a tutti quei canti, la gente e la natura.

Riprendendo il percorso, siamo arrivate al rifugio, dove ci aspettavano due “Dizi” buonissimi. Dizi o Abgusht è un cibo tradizionale iraniano fatto con carne di pecora, legumi, patate e pomodori. Un cibo fantastico , un po’ grasso, ma ci stava dopo tutta quella fatica!!!
Un pranzo fantastico, così eccezionale che volevo fermarmi a dormire sul mio lettino (nei locali tradizionali iraniani si mangia su un lettino) ma…avevamo ancora della strada da fare.

Il resto, l’abbiamo trascorso lungo un fiume, piena di gente che facevano il pic nic. Shahla mi ha ricordato che in primavera, la corrente è molto più forte. Purtroppo ora era solo una sottile striscia d’acqua.

Quando sono arrivata a casa, ero carica di energie, avevo fatto tante nuove conoscenze e mi facevano male i piedi: dopo tutto, mica sono abituata a tutto questo sport!