All’improvviso i rintocchi alla porta. Qualcuno strimpella dietro l’uscio. E’ il suono del violino che si posa sulla prima lama di luce  del giorno.

Non  devo aprire.

A quest’ora  può essere solo un folle oppure un ladro.

Ma un ladro non bussa alla porta! Tiro un sospiro di sollievo.

Sarà il picchiatello  del piano terra? Ritorna il respiro corto e quello strano formicolio alle mani che tradisce una certa paura.

Mi stiracchio e allungo il collo per guardare dallo spioncino. Non c’è nessuno. Avevo ragione a non aprire. Mi chiedo se si tratti del fantasma della contessa passata all’altro mondo un mese fa.

 

 

Ma perché l’anima pia della vecchina dovrebbe darsi tanto da fare per spaventarmi. E poi così di buon mattino. In questo mio farneticare il suono del violino si fa più forte, mentre fende prepotente l’aria pungendo le mie orecchie. La musica scivola sotto la porta e come un mulinello di note impetuose mi avvolge completamente. Il cuore inizia a battere così forte che sembra un tutt’uno con la voce del violino. Allora cosa devo fare? Potrei chiedere chi gioca a nascondino dietro la porta.  Oppure potrei semplicemente togliere il catenaccio. Al nuovo rintocco, deciso e robusto,  sul legno massello mi decido. Giro il chiavistello.

Una mandata e una seconda. E lentamente la porta si muove. La luce è ancora timida, ma illumina lo spazio . E lui è di fronte a me. Un bimbo con il violino appoggiato sulla spalla. Le sue dita sono così piccole, ma poggiano veloci sulle corde dello strumento. Muove l’archetto come se fosse una bacchetta magica.  Perchè bussi alla mia porta? Il bimbo mi dice: “Se mi prendi in braccio, ti insegno a suonare il violino”. Perchè dovrei mai imparare e alla mia età, poi? Piagnucola e lo sollevo da terra. Lui poggia la sua manina sulle mie labbra e mi sussurra: “Lo senti? E’ il tuo cuore che tamburella.

 

La musica  albeggia nella tua vita, ma devi tenere il tempo”. Trattengo il respiro e così lo sento. Chiudo gli occhi e lascio che il battito sia una percussione negli arpeggi del violino. Mi volto intenerita verso il piccolo musicista, ma lui non c’è più. Il rintocco diventa quello dell’orologio sulla parete. Oggi è il 1 gennaio 2019. 

Ho sognato. E l’immagine della notte è rimasta fino al primo bagliore del giorno. Mi stropiccio gli occhi, li chiudo e li riapro. Mi chiedo, allora, perchè non provare? Sì, cantare anche se si è stonati. E danzare anche se non si conoscono i passi. Aprire il cuore  alla musica, trovare l’accordo e alla fine la melodia giusta per il nuovo anno. Del resto il vero virtuosismo, secondo me, è nella ricerca.   Amici, Buon Anno a tutti!

Vi lascio al  violino  di Lindsey Stirling nella sua Carol of the Bells. E il rintocco diventa magia. Guardate il video e sognate, sempre.