Non ami New York in autunno? Mi fa venire voglia di comprare cose per la scuola. Se conoscessi il tuo nome e il tuo indirizzo, ti manderei un bouquet di matite appena temperate”

Chissà quante volte avevo ascoltato questa frase, guardando uno dei miei film preferiti, “C’è posta per te”, senza mai pensare che un giorno mi sarei trovata a passeggiare in quelle strade dove Nora Ephron aveva immaginato si svolgesse una delle storie d’amore più romantiche del grande schermo.
Dopo sette traslochi, in cinque anni, Dorothy ed io, invece, abbiamo trovato la nostra luce in un appartamento pieno di finestre, dalle quali vedo un angolo del palazzo dove Nora visse a lungo e che amò profondamente, l’Apthorp.

https://www.newyorker.com/magazine/2006/06/05/moving-on-nora-ephron

Mi sono, ovviamente, ritrovata ad avere un appuntamento romantico da Lalo, dove i due protagonisti del film, si incontrano per la prima volta.

 

e ho seppellito una ciocca di peli della mia amata Dorothy proprio nell’aiuola dove è stata girata la scena finale.

Se ami scrivere e questo, almeno in parte, è il tuo mestiere, vivere dove ha vissuto Edgar Allan Poe e guardare le finestre dalle quali si affacciava Nora Ephron, è un conforto meraviglioso. E grande ispirazione. Così, io, ragazza del sud Italia, pazzamente innamorata dell’estate e del mare, a New York, ho scoperto la forza vitale dell’autunno.

Due sono i momenti in cui questa città, che pure è sempre super adrenalinica, ti impone davvero di svegliarti alla vita, di rimboccarti le maniche per lavorare alla gioia, di acquietare il lamento per sostituirlo con un canto: la fioritura primaverile e la caduta autunnale delle foglie.

Camminando, quasi quotidianamente, nel parco amato da Nora (Riverside), in entrambe le stagioni, con occhio instancabile, distinguo i segnali che dall’inverno portano a quel trionfo di colori e profumi e dall’estate, ci prendono per mano, per accompagnarci verso la stagione più bella dell’anno: Halloween, Ringraziamento, Natale. Eppure la vita mi frega sempre, perché arriva all’improvviso, come in una magia. Percorro il parco e la vita è là, in mille colori. Come fosse Napoli. Come fosse felicità.

I colori dell’autunno, però, ho imparato ad amarli di più. Sono pieni di passione. Sono fuoco e sole. Sono legna che arde nel camino e caldarroste calde. Sono la carezza di mia madre sui miei ricci ribelli. Sono il naso di Dorothy, sul mio, fino all’ultimo respiro. I colori dell’autunno, per me, sono la vita che non muore mai. E sono la forza dei sogni che, ho imparato, è tutto ciò che fa muovere il mondo.

Da quando sono arrivata in questa casa di luce, guardando la finestra dalla quale si affacciava Nora, ho scoperto l’autunno e mi sono innamorata ancora di più della vita e di New York. E nel mio vaso, sulla scrivania, ho messo un bouquet di matite, appena temperate.