Eh si, Matilde si sarà arrabbiata stavolta. Sono partito e non ho più dato notizie. Ma una ragione c’è, e presto ne vedrete i frutti. Per la settimana di ferragosto siamo rimasti  in Riviera del Brenta, dove le belle ville venete si ergono a corollario di quella che fu l’influenza dei nobili veneziani o padovani già dal 700. Normalmente la scuola “palladiana” è lo stile che più si nota tra le maestose ville. Ma ve ne sono di altre epoche, di altri stili, di altre “concezioni architettoniche”, non per questo meno belle, anzi.

Quando parlai di questa Villa a Matilde, i suoi occhi si sono d’improvviso illuminati ed è con questa dimora che Matilde e io abbiamo iniziato a “scambiarci informazioni” sino a diventare custodi dei grandi segreti. Che poi , Matilde, a pensarci bene, che segreti sono se poi li raccontiamo ai nostri amici lettori? Ma a me piace sta cosa qua…piace molto!

Siamo a Fiesso d’Artico, e parliamo della casa delle fate (o delle streghe, a seconda di come la si vuol far apparire), parliamo di VILLA FERNANDA.

Villa Fernanda, edificata nei primi del ‘900 (1921 per l’esattezza) per volere di un architetto ancora sconosciuto,   è il risultato della combinazione dello stile neocastellano, diffuso nei primi del XX secolo, con lo stile Liberty. La vediamo quando giungiamo da Stra ed andiamo verso Dolo, proprio alla nostra destra, prima della grande rotonda che porta a Paluello. La si è vista in molte bellissime inquadrature dalle telecamere anche durante lo svolgimento delle scorse Venice Marathon con i suoi oltre 10 mila partecipanti, in quanto il percorso di gara passa proprio di fronte alla Villa. Si può definire “edificio eclettico” proprio dalla mancanza di canoni fissi da parte dell’architetto. E’ dunque difficilmente riconducibili ad un genere comune. Il senso dell’architettura eclettica sta nel saper usare e mescolare insieme l’immenso repertorio di forme e stili del passato, scegliendo fra essi gli accostamenti più armoniosi e raffinati. La scelta eclettica si riduce quasi sempre a un semplice atto formale, non tenendo conto di motivazioni storiche o culturali che hanno influenzato il formarsi e l’evolversi di più stili.

 

 

La villa è immersa in un giardino di circa 1.500mq, ha una pianta ad “elle” con piano terra e due sopraelevati più soffitta nonché il piano cantinato.

La torretta cilindrica è forse l’elemento più caratterizzante della villa, ma anche il suo tetto in stile tardo gotico con le finestre, una diversa dall’altra, fanno sì che la villa sia assolutamente “fuori dai canoni”. Il pavimento è invece tipico veneziano, così come la scala fatta in pietra.

 

 

Al piano terra troviamo il soggiorno di rappresentanza, la cucina separata ed abitabile, mentre ai piani superiori troviamo 6 camere da letto e 3 bagni. I vani sono in totale 15 per 300mq complessivi. Divenne subito famosa per la particolarità   architettonica con la quale è stata costruita che un po’ ricorda “La casa delle Fate”. Viene tutt’ora chiamata così da moltissimi. Molte le cartoline turistiche con l’immagine di Villa Fernanda e la classica frase “Saluti da…..Fiesso D’Artico”

Utilizzata come quartier generale dell’esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale, successivamente è stato sempre stata utilizzata ad uso abitativo da un’unica signorile famiglia.

 

In questo periodo la vediamo chiusa, forse sta aspettando che qualche “fata” si decida e torni ad abitare lì, facendo risplendere la famosa e bellissima Villa Fernanda.

 

Nell’immaginario collettivo (qui in Riviera), la villa è conosciuta come la casa delle fate, appunto, ma anche come la casa delle streghe (non è raro passare di notte e avere la sensazione di vedere danzare qualcuno tipo un grande sabba, ma sarà suggestione questa, sarà…) o addirittura la casa dei folletti.

 

Insomma Villa Fernanda è magia, è mistero, quello vero, è fatalità, è un segreto di Matilde.