Per tutta la vita mi sono chiesta dove fosse quel luogo di cui ricordavo lontanamente l’esistenza ma non la strada da seguire per arrivarci.

Eppure mi chiamava da sempre, con insistenza, attraverso una nostalgia che non mi lasciava mai in pace, e la certezza che si trovasse nella stanza accanto, ad aspettarmi pazientemente, e che io dovessi sbrigarmi a raggiungerlo perché altrimenti, nulla avrebbe avuto senso.

Ho cercato questo posto ovunque, nei luoghi, nelle persone, nei ragionamenti, gli ideali, le cause, senza mai trovarlo.  

È rimasto sempre sfuggente, inafferrabile, e io sono diventata sempre più malinconica. 

Magari fosse stato come sentire la mancanza di una casa in carne e ossa.

No. Io percepivo la mancanza di un intero reame a cui nessun mattone o persona avrebbe potuto riportarmi.

Dopo così tanto cercare, ho dovuto arrendermi all’evidenza: questo luogo di pace non esisteva nel mondo attorno a me, e di conseguenza, non potevo andarci con le mie gambe.

Nonostante ciò, il richiamo si faceva sempre più pressante e visto che non trovavo la chiave d’accesso fuori, ho dovuto cominciare a cercarla dentro.

Sono così passata dalla ricerca esteriore alla ricerca interiore.

Dal guardare sempre gli altri a guardare molto me stessa.

Dall’essere disperata per ciò che vedevo nel mondo, all’imparare un passo alla volta la compassione per me stessa e per tutti i miei limiti.

È così che ho intrapreso la discesa verso il mio centro, vero e proprio labirinto, con tanto di mostri, forme minacciose, pareti spoglie e scivolose, solitudine.

Ma più scendo in profondità, più mi sembra di percepire una sensazione di ritorno a casa, autentica, profonda, piena, meravigliosa, e anche se dura solo un istante, è sufficiente per darmi la fiducia necessaria per proseguire.

Diventa sempre più chiaro che sto finalmente andando nella giusta direzione, quella che porta verso di me, verso ciò che sono, e non più fuori da me con la sensazione di non appartenere a nessun posto.

La malinconia si sta progressivamente trasformando in fede, e ciò che mi sembrava un miraggio per tutti questi anni diventa possibile, diventa reale. 

Dipende solo da quanto io riesca ad abbracciarmi, dipende solamente e interamente da me, a prescindere da ciò che succede nel mondo.