Tutto quello che riempiva la mia realtà è scomparso. Tutte le mie sicurezze volate via una dopo l’altra.

Sembra che tutto fuori stia crollando. Il mondo come lo conoscevo e che credevo solido sta sparendo.

Quello che facevo ogni giorno e che dava apparentemente un senso al mio tempo non c’è più.

Quello che pensavo di fare domani, non è detto che lo possa fare. Il mio futuro prossimo è svanito anche lui.

La mia apparenza fisica, che cercavo di abbellire, mascherare, travestire, si sta rivelando per quello che è, lasciando apparire i segni che tanto volevo nascondere: quelli dell’età, della stanchezza, della vulnerabilità, quelli della mia natura di essere umano.

Anche le idee e i concetti a cui tenevo tanto stanno sfumando giorno dopo giorno, rivelando la loro natura illusoria e mutevole, e lasciando spazio a un senso di vuoto in cui non so più chi essere.

Rivelando me, nella mia più profonda nudità. Come un bambino appena arrivato nel mondo, spaventato di fronte all’ignoto, ma guidato nel mistero da una forza più grande nonostante tutto.

Ed ecco che quando riesco a rimanere in contatto con questo senso di vuoto senza scappare, una voce nuova e inizialmente lontana si manifesta a me. Una voce che parla una lingua a me familiare eppure difficile da decifrare, da capire.

È la mia voce, quella vera, quella profonda. Che mi vuole guidare, e ricordarmi la mia natura più autentica. Che mi incoraggia a capovolgere la mia visione della realtà, e ridipingerla con i miei colori personali.

Non più i colori di altri, non più i colori imposti, ma i miei colori, pieni di bellezza e di luce, pieni di speranza e di voglia di far parte di un mondo più bello, più giusto.

Ecco che nel vuoto, riesco a ricordare chi sono. La mia voce si fa sempre più chiara, sempre più forte e solida. Diventa la mia guida.

In un mondo senza più certezze, la mia certezza sono io, e i miei colori da offrire al mondo. Un mondo nuovo da costruire tutti insieme.

 

Céline Petitcolin

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