Giovedi 5 dicembre ….lo aspettiamo tutti con terrore….come ci si muoverà come faremo ad andare al lavoro? Un grande sciopero é stato pre-annunciato ormai da settimane. I trasporti pubblici, le scuole, gli ospedali….tocca un po’ tutti i settori. Uno dei problemi che ha portato a questa giornata é la riforma prevista per le pensioni.

Da più giorni la ditta francese dei treni, la SNCF, ha bloccato tutte le prenotazioni sui treni dal 5 fino al 9 dicembre (perché los sciopero può’ essere protratto), nella metropolitana fanno continuamente annunci per le perturbazioni previste nei prossimi giorni. Come fare per andare al lavoro sapendo che in media tutti noi abbiamo almeno un’ora di trasporti per poterci arrivare? Oggi su un quotidiano ecco i consigli che ho trovato: a piedi fino a 1:30 (inutile prendere l’auto o altri mezzi), se il percorso a piedi richiede più di 1:30 allora il monopattino é consigliato, oltre bisogna organizzarsi con le macchine, ma onde evitare il traffico inevitabile le partenze previste sono alle 5 del mattino per chi vorrebbe arrivare al lavoro per le 9.

Ovviamente chi può lavora da casa o si prende un giorno libero. Al momento il 60% del corpo insegnante ha già dichiarato di aderire allo sciopero (dobbiamo organizzarci anche con i marmocchi).

Intanto dal 2 dicembre i pompieri hanno installato un presidio in piazza della Repubblica per spiegare le loro motivazioni (partecipano anche loro allo sciopero)……mancanza di effettivi, stipendi inadeguati e riforma della pensione….si preparano anche loro per il 5 dicembre.

Tutti ci ricordiamo del grande sciopero del 1995 che duro’ un mese, proprio a dicembre. Un mese senza trasporti a Parigi vuol dire paralizzare la città. Pero’ devo dire in quell’occasione la solidarietà fu eccezionale, mi ricordo aver usufruito di passaggi in auto gratuitamente e anche gli hotel/ristoranti facevano sconti se si era costretti a dormire fuori a causa dello sciopero (eh si….capita!)
Giovedi ….ci siamo quasi…..oramai siamo pronti a tutto!

“E’ un paese strano, la Francia, dove i negoziati hanno sempre luogo dopo lo scoppio degli scioperi e mai prima”  Françoise Giroud