Il selfie un termine che deriva dalla lingua inglese, una forma di autoritratto fotografico realizzato principalmente attraverso uno smartphone, un tablet, una fotocamera digitale.

Una delle ultime tendenze, una moda apparentemente innocua ma che nasconde una buona dose di narcisismo e insicurezza.

L’associazione psichiatrica americana ha riconosciuto la dipendenza da autofotoritratto, attraverso il cellulare come disturbo mentale. È stata definita “Selfie Syndrome”, un insieme di disagi e comportamenti alterati che derivano da un utilizzo smodato.

Gli scienziati hanno identificato tre livelli di disturbo:

  • saltuario in cui le persone si fotografano almeno 3 volte al giorno ma non pubblicano le foto sui social network,
  • acuto se la persona si fotografa non meno di 3 volte al giorno e pubblica le foto sui social network,
  • cronico quando la persona è ossessionata, prova il desiderio incontrollabile di fotografarsi continuamente e pubblica le immagini in internet almeno 6 volte al giorno.

Oggi tantissime persone vivono postando sui social tutto quello che fanno. Si fotografano mentre sono in città, in vacanza, quando mangiano, quando sono felici o tristi, quando escono con qualcuno, quando vedono qualcosa di bello o di curioso.

E a volte anche quando non stanno facendo nulla, si fotografano per passare il tempo e mettono online le proprie foto in modo che possano vederle tutti gli amici e i propri contatti.

Il rischio per chi diviene dipendente dai selfie, è quello di cadere nella trappola del mi piaci, e di vivere una vita in funzione della validazione e dell’approvazione altrui.

Perché è proprio questo quello che avviene. Colui che in modo compulsivo condivide continuamente proprie immagini è inconsapevolmente alla ricerca di un mi piace, una forma di approvazione istantanea che tuttavia avrà solo un effetto momentaneo ed irrisorio sull’autostima.

Un utilizzo eccessivo del selfie inoltre accresce il narcisismo, si da un’importanza eccessiva alla propria immagine e si finisce per dipendere sempre più dalle conferme dell’altro.

Non a caso come dimostrano recenti studi, coloro che hanno questa particolare tendenza possiedono tratti appartenenti alla personalità narcisistica.

Tale comportamento consente di fotografare la persona che vorremmo essere, inoltre:

  • Offre la possibilità di avere un pubblico che guarda e pronto a dare approvazione
  • Offre la possibilità di mostrare a tutti un particolare momento della propria vita
  • Consente una condivisione immediata e rapida
  • Consente di mostrare una parte della propria identità
  • Consente di raccontare di sé solo le parti migliori e più interessanti omettendo le altre

Tutte queste ragioni hanno fatto si che il selfie divenisse una moda così diffusa, e di grande successo.Anche se il nostro intento è buono, il selfie come stile di vita modifica il nostro modo di porci nei confronti del mondo. Ci influenza a comportarci in un certo modo, e lo scopo principale non è più vivere realmente e assaporare il momento, ma mostrarlo agli altri.Certamente la soluzione non è evitare l’uso della tecnologia, ma divenire consapevoli degli effetti deleteri che un utilizzo eccessivo e smodato può avere, ed imparare a fare un buon utilizzo degli strumenti che abbiamo a disposizione.

Si tratta di cercare di bilanciare meglio ciò che appartiene a sè e cio che viene mostrato, in modo che la propria dimensione personale non venga invasa dal giudizio dell’altro.