Faccio molta fatica ultimanente a raccontarvi quello che succede qui a Dhaka perche’ in realta’ non succede nulla di nuovo, avvincente, interessante o anche solo qualcosa di curioso di cui raccontarvi e quindi beccatevi questo pezzo noiosissimo su Dhaka e su quello che non-succede qui.
La situazione Covid non è delle migliori. A Dhaka le cifre sono quelle di sempre, fuori invece specialmente nei distretti confinanti a ovest con l’India, i casi sono esplosi. Il tasso percentuale è balzato da quasi a zero a 30 e in alcune zone perfino al 50 percento. Nonostante la decisione del governo di chiudere quasi subito i confini con l’India, camion indiani pieni di merci hanno continuato ad entrare e ad uscire dal Bangladesh, i cittadini bengalesi bloccati in India, molti dei quali per ragioni mediche, sono e stanno tuttora rientrando in Bangladesh. E’ giusto che sia così, ricordo che anche l’Italia aveva lasciato aperta la porta ai cittadini italiani che volevano rientrare ma a differenza dell’Italia qui non si può fare affidamento nè su controlli severi nè sul buon senso delle persone che comprendevano cosa voleva dire autoisolarsi.
Gli ospedali in queste zone stanno affrontando con fatica l’aumento dei casi. Negli ospedali c’è carenza di personale, mancano i posti letto e ossigeno tanto che i medici non hanno altra scelta se non rimandare indietro i pazienti. Il governo ha imposto il lockdown che non viene rispettato al 100% dalle persone, hanno interrotto i collegamenti ferroviari con le altre zone del Paese ma tutto sempre troppo poco e sempre troppo tardi. La variante indiana, diventata Delta per fare forse meno paura, non ha raggiunto ancora Dhaka, per ora siamo salvi certo è che se arriverà ci coglierà come al solito alla sprovvista. L’unica arma che i paesi poveri, o con gravi carenze nelle strutture sanitarie, hanno sono i vaccini, ma non ce li abbiamo. Le vaccinazioni sono ferme da settimane. Dopo che il Serum Institute in India, il piu grande produttore di vaccini al mondo, ha fatto marcia indietro e non ha rispettato gli accordi che il Bangladesh aveva preso mesi fa per l’acquisto di 30 milioni di dosi in sei mesi, il Bangladesh ha dovuto bussare alle porte di vari paesi per ottenere qualche centinaio di migliaia di dosi.
La Cina ce ne ha già regalati 500.000, altri 600.000 dovrebbero arrivare il 13 giugno e serviranno a vaccinare le persone che stanno ancora aspettando la seconda dose. Il Governo ha contrattato l’acquisto di un milione e mezzo di dosi sempre dalla Cina ma una fuoriuscita di notizie ha reso noto il prezzo di acquisto, cosa che la Cina non ha digerito, e ora l’intera operazione rimane in sospeso. Gli Stati Uniti hanno promesso di mandare 7 milioni di dosi a 15 paesi asiatici tra cui il Bangladesh. Per un paese che di abitanti ne ha 160.000 queste sono briciole tra l’altro briciole promesse e non garantite. Non basterebbero nemmeno a vaccinare gli studenti e permettere loro di riprendere la scuola in presenza, come aveva intenzione di fare la nostra Primo Ministro.
E intanto le scuole dalle primarie fino all’università sono ancora chiuse, l’ennesimo nuova proroga al 30 giugno è arrivata giusto ieri.
Gli studenti stanno continuando, chi può, a fare lezioni online senza però sostenere esami finali il che vuol dire che chi doveva per esempio fare la maturità anche qui, come in Italia, a giugno non la può più fare e senza maturità non puo’ nemmeno essere ammesso all’università. I maturandi di giugno 2020 non hanno potuto sostenere l’esame di ammissione all’università ne a settembre 2020, perche’ non c’è mai stato, e, se continuiamo così, neppure quello di settembre 2021. Questo vuol dire non solo perdere due anni di studi ma quando verrà il momento di fare l’esame di ammissione, perchè prima o poi arriverà, si troveranno a competere con il triplo degli studenti ovvero quelli del 2020, del 2021 e quelli del 2022. Nonostante queste previsioni decisamente allarmanti, nessuno del mondo accademico soprattutto statale, protesta o alza la voce, anzi non perdono tempo a complimentare la Primo Ministro per il modo in cui sta affrontando la situazione.
Nessuno sembra allarmato del fatto che abbiamo ormai perso almento 10 anni di progressi fatti contro l’abbandono scolastico. Abbandono scolastico qui significa che bambini in età di scuola dell’obbligo sono costretti a entrare nel modo del lavoro sommerso e illegale e le bambine sono costrette ad andare in spose per liberare la famiglia dal peso di mantenerle.
Nel frattempo la nostra Primo Ministro è occupata a inaugurare la costruzione di 50 moschee, 100 alla fine dell’anno, parte di un progetto grandioso che vedrà la costruzione di 560 moschee in tutto il Paese, perchè in un paese a maggioranza musulmana è giusto che ognuno, anche nei villaggi più remoti, abbia la possibilità di pregare in un luogo di culto vero e proprio, di due o tre piani con annesso parcheggio e strutture per disabili; non solo, a Dhaka si inaugurerà entro la fine dell’anno credo la prima ‘elevated metrorail’, praticamente una specie di ferrovia sopraelevata che attraverserà tutta la città, partendo da un’area alla prima periferia di Dhaka a Nord fino al centro commerciale e ministeriale di Dhaka, accanto alla parte vecchia della città a Sud.
A questa almeno altre cinque sopraelevate verranno aggiunte nei prossimi anni. Riusciranno ad alleggerire il traffico sulle strade di Dhaka e a renderla più vivibile? Sembrerebbe proprio di sì. Già siamo sulla buona strada. Un paio di giorni fa e’ stato pubblicato l’indice di vivibilita’ delle varie megalopoli nel mondo. Dhaka, con i suoi 21 milioni e settecentomila abitanti, si ritrova quest’anno al quart’ultimo posto ovvero abbiamo guadagnato un paio di posizioni in più rispetto all’anno scorso. C’è chi già festeggia, come se poi un quart’ultimo posto fosse qualcosa da festeggiare.







