“E’ indispensabile fermare Putin “, dice il premier Fiala con migliaia di persone riunite in piazza San Venceslao a Praga per la manifestazione di pace a sostegno del popolo ucraino di fronte all’invasione russa.

In tutta Europa si parla purtroppo dell’attacco della Russia verso l’Ukraina e anche qui a Praga l’argomento unico dei quotidiani, dei telegiornali, dei semplici impiegati che si prendono un caffè durante la pausa al lavoro, degli studenti tra i banchi di scuola è l’occupazione di uno stato sovrano da parte di un altro stato, quello stato che per tanti anni ha imposto la propria supremazia in Repubblica Ceka. Il governo e il Presidente della Repubblica, storicamente filorusso ma che ha abbandonato le sue simpatie di fronte all’evidenza del fatti, si sono allineati con le posizioni dell’Unione Europea, rinnegando questa aggressione e attivandosi a sostegno dell’Ukraina. Sono partiti gli aiuti umanitari e forniture militari, il Ministro degli Interni sta provvedendo ad allestire centri di accoglienza per i profughi mentre il Ministro degli Esteri ha sollecitato il rientro in patria dei connazionali residenti in Russia e Bielorussia ed evacuato l’ambasciata a Kiev. Credo che tutte queste procedure facciano parte di un protocollo comune degli Stati europei al quale Praga ha aderito, ma a differenza dell’Italia e di tutti le Nazioni che non hanno vissuto il Comunismo imposto da Mosca nel secolo scorso, nel cielo della Capitale boema soffia la paura di un ritorno al passato, avvelenata da odio e rancore. C’é stata un’imponente manifestazione domenica scorsa in piazza S. Venceslao, teatro nel 1968 del posizionamento dei carri armati russi, per dimostrare la solidarietà del popolo ceko verso quello ucraino.

“ É la storia che si ripete?” Si chiede Alena, un’anziana signora che spesso mi ha raccontato gli anni della sua giovinezza trascorsi sotto il regime. Io rimango in silenzio, la guardò con infinita tristezza e paura che tutte quelle testimonianze che quasi mi entusiasmavano diventino improvvisamente una realtá.
“ É colpa dei Russi! I Russi sono tutti responsabili di questa aggressione!” S’intromette Pepa, un uomo grande e grosso e solitamente docile e gentile ma che ora non riesce a trattenere la rabbia . “Bisogna muoversi! Il sito dei Vigili del Fuoco è andato in tilt perché tutti quanti stiamo cercando informazioni riguardo il bunker antiatomico più vicino! Danno molti consigli su cosa fare in caso di attacco!”
Ma credo che l’aspetto più doloroso di tutta questa brutta storia sia guardare negli occhi le ragazze ukraine che lavorano con me da diversi anni.
“Non riesco a contattare mia mamma, ho paura!”, mi dice Tania, una giovane di vent’anni che ha avuto il coraggio di emigrare per cercare una vita migliore ma che é ancora piccola per accettare un distacco dalla famiglia così tragico.
“Sto cercando di far arrivare a Praga i miei fratelli e le loro famiglie, ma mia madre é anziana e non vuole lasciare la sua casa, la rivedrò ancora?” Natalia piange mentre asciuga tazzine e coppe di vetro sporche di panna e gelato e io non so cosa rispondere.


Elisabetta Maraspin
SANI GELATO s.r.o.
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Slovo “SANI” znamená zdravé, užívej dobrého zdraví nebo být ve formě.Ale v mém nářečí to také znamená pozdrav. Lidé říkají: “SANI!” … Což znamená:“Buď zdráv!”
The word “SANI” means healthy, enjoy good health, to be in good shape. But in my dialect it´s also a greeting.People say:“SANI!”…which means “Take care!”