Il tempo passava e gli anni trascorsi a rincorrere sogni e a scappare dai suoi mostri sembravano ormai lontani.
Eppure, nonostante avesse spalle più larghe per sostenere i pesi della vita e braccia più forti per difendersi, nel suo intimo, Lavì era rimasta più o meno sempre la stessa persona, terribilmente attratta dalla bellezza, dalle cose buone, empatica, curiosa e arguta osservatrice del mondo.
L’estate non era più la sua stagione preferita, quella che attendeva con ansia, come quando era ragazza, ma continuava a trascorrerla nel suo amato angolino di mondo, dove tutto pareva rimanere immutato.
Per Lavì quel luogo era “casa”, era il suo rifugio.
Quella sera era nel suo piccolo paesino della Maremma Toscana, che aveva dato i natali alla sua mamma e verso cui sentiva una profonda appartenenza. Era l’angolo di paradiso sulla Terra dove trovava la pace. Tutti ne dovrebbero avere uno.
Era sola, nella sua spiaggia.
L’odore un po’ acre della salsedine, il profumo che in serata saliva dal mare, la sabbia fresca sotto i piedi, le labbra salate e la pelle un po’ seccata dal sole.
I lunghi capelli ancora umidi, impregnati di mare.
Terminata una lunga passeggiata sulla riva, realizzò che si era fatto tardi, si era trattenuta davvero troppo a lungo in spiaggia, persa nei suoi pensieri.

Decise di raggiungere il suo locale preferito, il Mister Wine Pub.
Voleva bere e mangiare qualcosa. Aveva fame. Sentiva anche un po’ freddo.
Inoltre, una birra fredda a fine giornata era diventato un delizioso rituale, un gustoso vizio che si concedeva, lasciandosi dissetare da note dolci e profumate che scivolavano giù nella gola, appagandola.
Benessere per la mente e per il corpo, ma certamente, non sufficienti ad abbassare la sua soglia di attenzione. Al contrario, rimase attratta e incuriosita dalle originali etichette delle bottiglie in esposizione. Disegni che illustravano i diversi nomi delle birre.
Scorse la rossa, la bionda, la bianca…

Profumata e deliziosa bevanda artigianale, prodotta dal Piccolo Birrificio Clandestino di Livorno.
La costante attrazione di Lavì per la bellezza l’aveva portata, negli anni, ad avere sempre più cura dei particolari, a gustare e ad assaporare il vero piacere delle piccole cose, quelle vere, quelle buone, talmente autentiche e scontate che quasi non si notano più.
La buona tavola era uno di quelli, in compagnia o da sola.
In quel vivace posto della sua amata marina, circondata da tanta gente, seduta su una delle tante sedie di tutti i colori, Lavì onorava, con gusto, i prodotti di quella generosa terra, accuratamente selezionati da Andrea, titolare e gestore dell’incantevole locale.
Carne, affettati, salumi, formaggi, crostini…i famosissimi panini…quel tutto appagava generosamente il suo appetito e deliziava i suoi sensi.
Si era accomodata in un tavolino all’angolo, un po’ in disparte.
Indossava ancora costume e pareo. Era lì seduta e iniziò a guardarsi intorno…
Gradiva quella prospettiva. Da lì osservava tutti, vedeva chi entrava e chi usciva dal pub.
Le piaceva studiare la gente. La sua capacità di osservazione era molto interessante. Tipica di chi conosce un po’ le persone e sa guardare dentro gli animi o per lo meno, oltre le apparenze.
Il lavoro e gli anni le avevano insegnato a fare delle distinzioni, a riconoscere gli individui, quasi a catalogarli, secondo un saggio criterio.
D’un tratto le si avvicinò Andrea , invitandola ad assaggiare quella “Santa Giulia” appena arrivata.

Era un uomo brillante e sorridente, irradiava energia ed entusiasmo, lasciava intendere a chiunque lo conoscesse la passione che metteva nel suo lavoro.
Oltre dieci anni di attività, custode di grandi fatiche e impegno, ma anche di immense soddisfazioni e protagonista di ambiziosi progetti. Tra questi L’Enoteca del Mister, con una magnifica selezione di vini di Bolgheri e, naturalmente, del buon cibo.
La birra era ottima, la chiacchera, ad entrambi, non mancava e ciò che sorprese ancora una volta Lavì fu constatare da quanta bellezza fosse circondata, senza neanche rendersene conto.
Continuava ad ammirare con interesse quell’ambiente, essenziale e vivace, con tavoli di legno disposti ordinatamente all’aperto e sedie di tutti i colori.
All’interno, sbirciando, si poteva scorgere il cuore pulsante di quel locale, la cucina.
Si vedevano i ragazzi lavorare freneticamente, andirivieni di panini e taglieri prelibati.
Gli operosi camerieri formavano un team affiatato.
E così, Lavì trascorse la sua serata, in quell’angolino di mondo… mondo che, a volte, appare quasi spaventoso e spietato! Ma se ogni tanto si cambiasse prospettiva, scopriremmo quante sorprendenti rivelazioni sono state riservate per noi.
Imparando ad osservare, ascoltare e “sentire“ le persone, si possono conoscere meravigliose storie di vita, si può percepire l’energia positiva che trasmettono, ci si può arricchire e riscoprire la generosità, la lealtà e tanti altri valori che sembrano essersi persi.
Quella sera Lavì aveva colto esattamente quello. Si era arricchita da quella breve chiacchierata
e dalla buona tavola, di quella genuinità che oramai, in giro, non si trova più! Grazie Mister!

MISTER WINE PUB, a Marina di Castagneto Carducci è un pub, paninoteca, locale pronto a soddisfare palati esigenti.
Offre un’ampia selezione di birre, carne chianina, crostini, tutti prodotti tipici toscani.

PICCOLO BIRRIFICIO CLANDESTINO, a Livorno, dal 2010 produce una vasta gamma di birre ad alta e bassa fermentazione, per una grande varietà di scelta e di possibili abbinamenti.