2 anni fa la prima esperienza in Australia e da lì il nostro amore per questo Pease.
A marzo 2019 abbiamo deciso di tornarci per un anno, per staccare dalla routine lavorativa italiana. L’Australia è un paese unico: immenso, dove la natura è la protagonista. Abbiamo visitato quasi ogni stato australiano e alla fine ci siamo innamorati di un’isola a sud del South Australia: Kangaroo Island.
 
 
 
A Kangaroo Island abbiamo trovato la realtà che cercavamo: mare e spiagge da cartolina, un’alta concentrazione di animali (koala, canguri, echidnas, sealions, ecc), un paesaggio da sogno, una popolazione esigua e solidale.
 
 
 
Abbiamo trovato da subito un lavoro in una farm di patate, il cui proprietario, è il tipico australiano, cappello ed infradito, barba lunga e birra in mano ed un sorriso coinvolgente. Ci ha offerto un lavoro, una casa, ma soprattutto ci ha inglobati nella sua famiglia. A fine giornata lavorativa era d’obbligo fermarsi nella “shed” per due chiacchiere e un barbecue.
 
 
 
Qui tutte le persone condividono le proprie ricchezze e quindi era abitudine andare a casa del pescatore per una cena a base di pesce fresco o vedere al mattino l’apicoltore lasciarti davanti a casa del miele. In soli 3 mesi ci siamo legati a queste persone (molto differenti da noi) come mai avremo creduto ed era inevitabile.
 
 
 
E poi un giorno, il 3 gennaio 2020, un tornado di fuoco ha spazzato via tutto, lasciando solo un sentimento di desolazione e impotenza.
Noi eravamo in WA, (stato di Perth), in vacanza, quando ci sono arrivati i primi messaggi che la nostra casa era andata in fumo con tutto dentro. Il nostro boss e la sua famiglia hanno perso tutto: case, azienda, animali e terreni. E come loro tanti dei nostri amici.
 
 
 
Il fuoco ancora oggi è attivo sull’isola e i danni sono inestimabili: al momento sono bruciati 200.000 ettari, il 50% degli animali non ce l’ha fatta e i koala sono stati dichiarati funzionalmente estinti.
 
 
 
Noi ci troviamo ancora in WA e da giorni cerchiamo di rientrare ma 2.500 km ci separano da casa e ogni via di comunicazione è interrotta (non ci sono strade percorribili per via di altri incendi che stanno colpendo il Paese)
 
 
 
Sì, perché Kangaroo Island è stata rasa al suolo, ma purtroppo tutta l’Australia sta vivendo questa situazione.
In molti la paragonano ad una guerra: l’uomo contro la terra.
 
 
 
L’unica nota positiva in questo clima di paura e che andrà avanti ancora per mesi, (essendo l’estate solo agli inizi), è la solidarietà che si è creata: tutti, ma dico tutti, cercano di aiutare in qualche modo.
 
 
 
I pompieri lottano con le loro forze, i giovani rischiano la propria vita per trarre in salvo gli animali ustionati, i ristoratori inviano cibo nelle zone più colpite e i negozianti devolvono i guadagni della giornata. Tutti stanno facendo qualcosa e questo perché tutti si sono resi conto che non c’è un PLAN(ET) B!
Da distante capisco che sia difficile capire l’entità del problema, ma è come se tutta l’Europa stesse andando a fuoco.
 
 
 
Il perché di questo lo spiegano scienziati di tutto il mondo, con parole sicuramente più precise delle mie, ma banalmente potrei dire che le temperature si sono alzate, la terra è sempre più arida e si innescano degli incendi direttamente dal sottosuolo, per questo non sono prevedibili.
 
 
 
Ora il nostro obiettivo è quello di rientrare a Kangaroo Island e di dare un contributo. Sarà difficile vedere tutto distrutto, ma è la cosa giusta da fare.
 
 
 
Se volete dare una mano donate, gli abitanti dell’isola e i suoi animali ne hanno bisogno!
 
   Micol Semiglia