Il 2020 è un anno che ricorderemo tutti. Ha messo profondamente in discussione certezze da lungo tempo assodate su cosa riteniamo essere sicuro e sano in tutti gli aspetti delle nostre vite.
La pandemia di COVID-19 ha determinato così tanti cambiamenti e sfide nelle nostre vite lavorative, che erano praticamente impossibili da prevedere all’inizio dell’anno. Ha cambiato il mondo del lavoro. In tutta Europa e nel mondo, i luoghi di lavoro e le prassi hanno dovuto adattarsi per arrestare la diffusione del virus. Per milioni e milioni di lavoratori, ciò ha significato lavorare da casa; molti altri hanno continuato a svolgere il proprio lavoro in condizioni estenuanti. Basti pensare a tutti gli operatori sanitari che quotidianamente hanno a che fare con questa pandemia e tutto quello che ne scaturisce. Grazie.

E grazie anche a coloro che lavorano quotidianamente per le strade e negli uffici preposti per l’ordine pubblico, a tutte le forze dell’ordine e tutti i commercianti che, con il rischio sempre dietro alla porta, aprono le loro botteghe per farci trovare tutto il necessario per vivere. Grazie
Un ringraziamento va anche ai giornalisti, ai mass media, alle comunicazioni per fornirci, ogni giorno, le notizie e soprattutto gli aggiornamenti dei dati pandemici. Li ringrazio con una preghiera: per favore, lo chiedo davvero col cuore, la situazione è già pesante di suo, voi siate coloro che, invece di paura, infondete ottimismo e coraggio. Grazie.

E un sentimento di vicinanza lo vorrei dare a tutti coloro che, come me, sono senza lavoro da Marzo di quest’anno, a tutti gli operatori alberghieri, agenzie di viaggio, guide turistiche, autisti di bus turistici e tutti coloro che col turismo hanno lavorato una vita, accogliendo, sorridendo, mostrando professionalità e cortesia. L’accoglienza e ospitalità italiana che fanno grande il più bel Paese del mondo.

Mai come quest’anno buio c’è bisogno di luce e nonostante le ordinanze, i divieti di uscire dalle 14.00 (qui in Veneto) o di non spostarsi per chiusura da zona rossa, le amministrazioni comunali della nostra Riviera del Brenta hanno deciso di “vestirsi di luce” per dare un segno di presenza, un senso di calore, una speranza di uscire dal tunnel. Vi pubblico le piazze o le rive lungo il naviglio dei 10 paesi della Riviera del Brenta che sono Campagna Lupia, Camponogara, Campolongo Maggiore, Dolo, Fiesso D’Artico, Fossò, Mira, Pianiga, Stra, Vigonovo.

Ogni Paese ha pensato di riscaldare il cuore e l’anima dei propri cittadini e così ho pensato che, tutti insieme, noi della Riviera del Brenta, vogliamo condividere tutta questa luce con tutta l’Italia e il mondo intero. Voglio augurare a tutti, ma proprio a tutti, un veloce ripristino della normalità.

Sinceri e calorosi auguri
Renato Trincanato