Ho trovato un libro che avevo e di cui mi ero completamente dimenticata. L’ho trovato tra i tanti che qualche anno fa avevo “poggiato” sopra un armadio perché “quando farò montate le mensole, li tiro giù”. Beh, è andata a finire che le mensole poi le ho fissate al muro io. Ma tre anni dopo. Ok, non sono una campionessa del proverbio “fai oggi quello che domani…” e non mi ricordo nemmeno come va a finire, ma almeno ho ritrovato ”Come brezza leggera”. Non so nemmeno se sia andato in ristampa. Lo ha scritto un sacerdote che ho avuto la gioia e il dono di conoscere: don Cristiano Bortoli, sguardo acuto e mani grandi. Quando parlava, tutto quello che diceva si poggiava nei nostri cuori con una grazia di cui solo la consolazione è padrona. Eravamo studenti e il Centro universitario di Padova era la nostra salvezza. Secchioni o meno, fuori sede o residenti, era lì che ci sentivamo al sicuro, perché, lì, ci sentivamo accolti. Don Cristiano è stato un maestro anche per chi non credeva, probabilmente perché era “un uomo di Dio”, come si dice, o forse perché viveva la Misericordia. Ma con una leggerezza unica, proprio come quella di una brezza leggera.